| Cos'è |
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Una delle domande con le quali spesso apro i miei interventi è «Avete mai pensato di fare una mappa del vostro pensiero?». Mi piace iniziare con questa provocazione perché evoca la possibilità offerta dal mapping di una rappresentazione grafica di concetti e idee, un po' com’è possibile fare per i luoghi di un territorio. Il problema sta nel riuscire a distinguere tra diversi ambiti applicativi, nell'adottare accorgimenti che consentano di aumentare l'efficacia delle rappresentazioni e nel servirsi di volta in volta delle modalità più adatte. Nell'utilizzare le mappe ritengo più importante il processo che non il prodotto, l’atto creativo più che il risultato finale. In quest’ottica la mappa costituisce uno strumento per affrontare un percorso di scoperta della realtà , che è al contempo esterna e interiore, che in parte è oggettiva e in parte soggettiva, che avviene tanto nel momento della realizzazione quanto durante la consultazione. Una mappa è uno strumento di astrazione e di impostazione mentale estremamente efficace, perché aiuta ad acquisire consapevolezza delle modalità di costruzione del pensiero: la visualizzazione di elementi astratti consente di percepire l’articolazione di idee e concetti, di comprendere le strategie mentali adottate semplicemente osservando il modo in cui gli elementi fanno la loro comparsa, vengono modificati e progressivamente combinati. Alcuni dei contesti d’uso delle mappe sono il project management, il knowledge management, il change management, la riorganizzazione aziendale, la formazione, la comunicazione, il team building: situazioni nelle quali il momento creativo deve essere ben raccordato con quello operativo. |








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