Le mappe mentali per memorizzare, individuare e focalizzare le idee

La perfezione non viene raggiunta quando non c’è più nulla da aggiungere
ma quando non c’è più nulla da togliere
(Antoine De Saint-Exupery)

Cosa sono le mappe mentali

Alla fine degli anni sessanta il ricercatore Tony Buzan ha elaborato una tipologia di mappe orientate più all’evocatività che non all’espressività: le mappe mentali.

Mappa mentale - Eccellenza aziendale - Prendere appunti durante un corso e sintetizzare il contenuto

Esempio: una mappa mentale nella quale sono annotati i concetti principali di un incontro pubblico sull’eccellenza aziendale

Questa tecnica fa leva soprattutto sulle capacità creative personali e di gruppo, sulle risorse mentali inconsce, sulle sinestesie create con colori e immagini, sui processi che spontaneamente ristrutturano le informazioni e che ogni volta lasciano aperta più di una chiave interpretativa.

A differenza delle mappe concettuali, il modello di riferimento per la realizzazione di una mappa mentale è associazionista: la sua costruzione procede con la libera associazione mentale, iniziando dall’elemento centrale, agganciando progressivamente nuovi elementi verso l’esterno della struttura oppure ristrutturando dinamicamente quelli già inseriti.

Secondo l’impostazione originale di Buzan, una mappa mentale è caratterizzata innanzitutto da una struttura gerarchico-associativa: a partire dal centro, le relazioni tra gli elementi concettuali possono essere solo di due tipi:

Struttura gerarchica gerarchiche (dette anche rami): permettono la creazione di strutture nelle quali ciascun nodo concettuale possiede un solo antecedente
Relazioni associative associative (dette anche associazioni): permettono di integrare la tassonomia gerarchica e di creare legami trasversali.

Altra caratteristica delle mappe mentali è la geometria radiale: una mappa mentale possiede sempre un centro o comunque un elemento principale che, al contempo, funge da snodo e da riferimento per l’intero schema.

La lettura in alcuni casi avviene percorrendo le direttrici gerarchiche, in altri secondo ideali livelli concentrici, riferiti all’intera mappa oppure localmente ad un certo ramo.

La geometria radiale

Le caratteristiche sopra indicate riguardano la struttura di una mappa mentale e aiutano a mettere in relazione il modello di Buzan a quello delle mappe concettuali.

A fare concretamente la differenza per le mappe mentali è l’impiego sistematico di elementi evocativi che, attraverso la libera associazione mentale, possono stimolare il processo creativo e la memorizzazione (come avviene in generale per le mappe creative).

In particolare

Immagine fantasiosa l’uso di immagini accattivanti, simpatiche, divertenti, grottesche, assurde, tridimensionali, dissonanti o stridenti, che richiamino alla mente idee e suggestioni
Palette Colori l’impiego di colori vivaci o contrastanti, che attirino l’attenzione, oppure gamme di tonalità, che diano un senso di armonia alla rappresentazione
Singole parole chiave l’uso di singole parole chiave per sintetizzare ed esprimere i concetti, eventualmente articolandoli con sottorami.

Le applicazioni delle mappe mentali
Le mappe mentali possono essere utilizzate sia a livello personale, sia in gruppo di lavoro.

Nel primo caso gli elementi evocativi delle mappe mentali fanno emergere emozioni, sensazioni, ricordi, idee latenti intorno ad un argomento e dargli una forma.

Per questo le mappe mentali sono particolarmente efficaci come strumenti di annotazione e di memoria/apprendimento rapido, come supporto all’elaborazione del pensiero e alla creatività, come ausilio nell’orientamento e nella espressione personale.

Possono essere utilizzate anche per supportare la comunicazione ed il team building, nel qual caso il commento degli aspetti caratterizzanti o ambigui favorisce il dialogo e la comprensione.

Vengono utilizzate frequentemente anche per lo svolgimento di brainstorming.

Come si crea una mappa mentale
Nel disegno di una mappa mentale si parte dal centro e si individuano gli argomenti principali rispetto ai quali la mappa mentale verrà sviluppata.

Tali argomenti costituiscono i rami di 1° livello della mappa, descritti in modo più dettagliato con i rami di livello successivo.

Durante il disegno sono ovviamente possibili a tutti i livelli ripensamenti, integrazioni e cancellazioni, ma è comunque importante mantenere saldo il principio secondo cui il generale si trova posizionato più vicino al centro di quanto non siano i dettagli.

Come si disegna la prima mappa mentale

Ecco un suggerimento per disegnare la tua prima mappa mentale e sperimentare la semplicità di questo strumento mentale:

  1. procurati:
    • colori a tuo piacimento
    • foglio bianco, da disporre in orizzontale
  2. scegli un tema di tuo interesse (ad es. “Il mio tempo libero“)
  3. disegna al centro del foglio il titolo della mappa (ad es. scrivendo “Il mio tempo libero” all’interno di un aquilone colorato)
  4. focalizza alcune (4 – 9) parole chiave che per te bene si associano all’idea di tempo libero (ad es. “Yoga / Tennis / Cucina / Musica / Viaggi / AGESCI” oppure “Leggerezza / Libertà / Esperienza / Amicizia / Energia“)
  5. scrivi e/o disegna le parole chiave emerse con rami di 1° livello, rappresentandoli in modo morbido e organico
  6. individua per ciascuna parola chiave nei rami di 1° livello altre parole chiave che per te si associano a ciascuna di esse (ad es. “Cucina” -> “Mercato / Cene / Sperimentazioni” oppure “Esperienza” -> “Meraviglia / Scoperta / Condivisione / Novità” )
  7. scrivi e/o disegna le parole chiave emerse come rami di 2° livello, rappresentandoli in modo morbido e organico.

Questo approccio non è l’unico che può essere adottato ma consente di sperimentare in modo semplice e veloce la costruzione della tua prima mappa mentale.

Oltre le mappe mentali: le mappe mentali digitali

Mappa mentale - Senso e significato nell'organizzazione - Mappa che sintetizza un capitolo di un libro per favorire la memorizzazione

Esempio: una mappa mentale digitale che sintetizza un capitolo di un libro

Nel linguaggio comune spesso vengono denominate mappe mentali anche quelle prodotte con software quali Mindmanager, Xmind o Freemind.

E’ opportuno precisare che, in questi casi, le raccomandazioni di Buzan per la realizzazione di mappe mentali su carta sono quasi del tutto disattese.

Si deve parlare invece di solution map: mappe mentali digitali, che possono essere utilizzate in svariati ambiti applicativi:

 

 

  • individuare e condividere gli obiettivi
  • far decollare progetti bloccati
  • rendere più produttive le riunioni
  • mettere a frutto le idee brillanti
  • analizzare problemi e opportunità
  • rendere più efficace il lavoro di gruppo
  • condividere esperienze e conoscenze
  • valutare e bilanciare le risorse
  • sviluppare e condividere soluzioni
  • supportare l’apprendimento organizzativo
  • migliorare il clima e la collaborazione
  • analizzare vincoli e stakeholder
  • produrre l’albero degli obiettivi

    Gestione delle opportunità di visibilità - mappa realizzata in ambito marketing nella partecipazione ad eventi fieristici, per facilitare il dialogo tra collaboratori dotati di esperienze, linguaggi e conoscenze diverse

    Una mappa per condividere un dizionario di progetto

  • sviluppare e presentare business plan
  • condividere lo stesso linguaggio nel gruppo di lavoro
  • valutare e decidere in modo più efficace e rapido
  • snellire il processo di delega
  • sviluppare la leadership
  • gestire i passaggi di consegne
  • rompere gli schemi disfunzionali
  • organizzare l’addestramento e la formazione
  • progettare in modo collaborativo
  • raccordare l’attività commerciale con quella di sviluppo
  • ideare, sviluppare e attuare le strategie aziendali
  • gestire le informazioni in modo più efficace
  • Raccogliere le olive - Esempio: una solution map realizzata per rappresentare e trasferire l'esperienza in ambito agricolo

    Una mappa utilizzata per trasferire l’esperienza

    presentare idee e proposte in modo
    più efficace

  • strutturare documenti e note tecniche
  • aumentare la produttività individuale e di gruppo
  • organizzare eventi

e… per molto altro ancora…

 

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