“Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero” – 8a ristampa

(Tempo di lettura 1min)

Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero - Copertina - Mappe mentali - Mappe Concettuali

Nel lontano 2008 ho completato la scrittura del mio libro “Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero”, portato alle stampe con Franco Angeli Editore.

Certo ero convinto di aver scritto un buon libro sulle mappe, necessario per sistematizzare le conoscenze e utile per condividere le esperienze da me acquisite fino a quel momento.

Ammetto però che non prevedevo un riscontro di questa portata: 8 ristampe in 11 anni, senza interruzione.

Grazie a coloro che hanno scelto di studiare e approfondire gli spunti di quella pubblicazione; grazie soprattutto a coloro che, nel tempo, quegli spunti li hanno messi in pratica e li hanno divulgati ulteriormente!

Se desideri acquistarlo online… ecco il link di Franco Angeli Editore

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Per il Nuovo Anno, buon Ikigai a tutti !

(Tempo di lettura circa 3min)

A volte resto sorpreso anche io della potenza di certe rappresentazioni visuali e… l’occasione degli auguri per il Nuovo Anno è propizia per presentarti questo schema, nel quale mi sono imbattuto per caso navigando in un social network.

Sul piano dei contenuti, mi colpisce il modo estremamente sintetico con cui riesce a condensare tantissime informazioni utili per l’orientamento esistenziale e professionale.

Da esperto di mappe, posso rimarcare come siano stati utilizzati la reciproca posizione degli elementi ed il colore, per aiutare a individuare e a interpretare le varie situazioni.

Per il Nuovo Anno, auguri di buon Ikigai!

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Cos’è una “parola chiave” in una mappa mentale”?

(Tempo di lettura 3min circa)
Corsi sulle Mappe mentali - Ricerca di parole chiave

Una lettrice del blog mi ha contattato con questa richiesta “Mi interessa comprendere a fondo il concetto di parola chiave e la sua individuazione”.
Ritengo sia utile condividere con voi la risposta che le ho fornito 🙂

… il discorso sarebbe piuttosto ampio e dipende molto dal contesto nel quale lo vorresti affrontare.
Posso però anticiparti tre spunti:

      1. ciascuna parola chiave è un termine che, quando poni l’attenzione su un certo argomento, emerge alla tua attenzione come rilevante/pertinente/significativa/rappresentativa.
        In genere quando rifletti su un tema, non ne trovi solo una e, delle molte che potresti individuare, ne scegli alcune, che ritieni siano le più pregne di significato.
        Ti faccio un esempio concreto, e prendo proprio l’argomento “parola chiave”: per me quattro parole chiave in tal senso utili sono proprio “Rilevante”, “Pertinente”, “Significativa”, “Rappresentativa”.
        Qualora volessimo fare una mappa mentale sul concetto “Parola chiave”, queste quattro parole chiave potrebbero benissimo essere quattro rami principali, che potremmo sviluppare ulteriormente con sottorami di 2° livello.
        N.B. nell’esempio che ti ho appena fatto, ho preso in considerazione il caso forse più evidente: quello delle “BOI”, ovvero dei rami di primo livello che, stando all’impostazione di Buzan, orientano la realizzazione di una mappa mentale; tieni conto che esisterebbero anche altri casi;
      2. lo scopo nella individuazione delle parole chiave è anche quello di trovarle, ma soprattutto quello di cercarle. In tal senso è utile ricordare il motto “Cercando le parole si trovano i pensieri”, proprio per comprendere come l’obiettivo nella mappatura non è la mappa in sé, quanto l’attivazione di un processo di ricerca, che poi corrisponde all’attivazione delle funzioni cerebrali che sottendono alla creatività e alla memorizzazione
      3. la tua scelta delle parole chiave sarà basata su un tuo criterio, più o meno soggettivo. Tieni conto che molto probabilmente sarebbero diverse da quelle che qualcun altro sceglierebbe sul medesimo tema. Ricorda, in primis, che non esistono parole chiave giuste o sbagliate: esistono solo parole chiave funzionali al processo mentale che stai seguendo; inoltre, che in ogni caso quelle da te individuate sul momento, saranno comunque modificabili strada facendo, mentre realizzi la tua mappa. 

Nel fornire questi spunti sapevo bene dei limiti che presenta lo strumento mail.

Per questo credo possa essere utile anche per te approfittare del corso online gratuito che metto a disposizione delle risorse gratuite e di un’ulteriore opportunità: un mentoring gratuito, per riprendere e approfondire alcuni concetti emersi e dubbi che si sono presentati.

Tieni conto che posso offrire questa opportunità solo a 7 persone alla settimana.

Affrettati a prenotare! 😉

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Una mappa mentale per il public speaking

(Tempo di lettura 3min circa)

Dopo la partecipazione al Festival della Complessità del 21 Giugno 2019, forse avrai letto il post, nel quale ho descritto il “Format SeiX6” ideato dall’amico Dott. Ubaldo Sagripanti e nel quale ho linkato i video del mio intervento sulle mappe mentali e quello dei miei cinque “compagni di avventura”.

In quell’occasione avevo promesso di pubblicare la mappa mentale che avevo disegnato per prepararmi.

Bene: è arrivato il momento di mostrarla, come esempio d’uso delle mappe mentali nel public speaking.

La mappa mentale per preparare il public speaking

Spesso nei miei corsi mi viene chiesto “In che modo posso utilizzare le mappe mentali per il public speaking? Non posso leggerla e, anche lo facessi, leggendo perderei spontaneità!”.

La risposta a questa domanda sta nel fatto che non devi usare la mappa mentale come canovaccio da seguire, ma come strumento col quale prepararti.

Con una mappa mentale infatti puoi:

  • fare mente locale sugli argomenti che vorrai trattare, scegliendoli e declinandoli nei sotto-argomenti
  • fissare più facilmente alla memoria i punti salienti che presenterai
  • acquisire tranquillità , avendo sotto controllo sia i contenuti, sia la traccia dell’esposizione.

In questo modo potrai tracciare un filo del discorso con serenità, sapendo che non perderai la freschezza e la fluidità.

La mappa mentale che ho seguito nel mio intervento

Come puoi immaginare, oltre a individuare contenuti in linea con il tema del festival, dovevo presentarli con disinvoltura per suscitare l’interesse del pubblico.

Al contempo dovevo rispettare tassativamente il “Format SeiX6”: ciascun relatore aveva a disposizione al massimo 6 minuti.

Per affrontare con serenità questa sfida, ho disegnato molto velocemente una prima mappa mentale, con la quale ho messo a fuoco vari temi che avrei potuto trattare.

In un secondo momento su quella mappa ho compiuto una rifinitura e disegnato una nuova mappa mentale, lavorando sia per selezione, sia per estensione:

  1. ho scelto pochi temi fondamentali, scartandone altri che ho considerato meno pertinenti per il mio intervento
  2. ho individuato altri argomenti, che inizialmente mi erano sfuggiti, ma che sarebbero stati necessari per integrare quelli scelti
  3. ho approfondito quel tanto che era necessario ciascuno spunto.

Procedendo per gradi dunque ho potuto completare in pochissimo tempo un quadro completo, coerente e sintetico.

La mappa mentale che si intravvede nel video

Se fai caso, all’inizio del mio intervento, ho in mano un foglietto: c’era disegnata questa mappa mentale.

Un attimo prima della registrazione, consultandola ho potuto fare mente locale, riconnettere le idee che avevo avuto e prepararmi a esporle.

Visualizzando questa mappa mentale potrai seguire la traccia che mentalmente ho percorso durante il mio intervento video.

Mappa mentale - Alberto Scocco - Intervento Festival della Complessità 2019

Attendo tue domande oppure osservazioni, nei commenti oppure come al solito in privato

N.B. Tutti i diritti di riutilizzo di questo materiale sono riservati all’autore in tutte le forme

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Plectica: un software di Visual Thinking per 1000 occasioni

(Tempo di lettura 3min circa)

Il numero degli strumenti online per creare diagrammi e mappe sta aumentando a vista d’occhio: segno chiaro del fatto che il visual thinking si sta affermando sempre di più come paradigma di lavoro individuale e collaborativo.

Uno tra gli ultimi arrivati è Plectica.com

La versatilità e la ricchezza

Non è facile definire Plectica.com, poiché integra varie modalità di mappatura.

Di certo è uno strumento essenzialmente orientato alla creazione di mappe concettuali, ma permette anche di attribuire ai nodi diversi significati a seconda di come sono stati posizionati nel quadro della mappa.

E’ così che è possibile disegnare con grande semplicità Matrici Swot, Business Model Canvas, Mappe mentali digitali, Kanban board, Diagrammi ERD, Empathy maps, User Story Maps … e altro ancora.

La visualizzazione di mappe dinamiche

Come altri software online, anche Plectica prevede la possibilità di incorporare le sue mappe in pagine e siti web.

In questo modo non solo è possibile visualizzare la mappa creata, ma anche navigarla e fruire dei contenuti in modo dinamico.


Esempio 1: La mappa di un sito web (visualizzazione dinamica)


Esempio 2: Una Empathy map, molto utile in ambito marketing (visualizzazione dinamica)

La collaborazione in tempo reale

Così come avviene in Google Docs, anche in Plectica è possibile collaborare in tempo reale: le modifiche apportate da ciascun utente sono visualizzate all’istante dagli altri, consentendo di interagire in modo semplice ed efficace.

Questa modalità spesso viene utilizzata da team che lavorano a distanza, ma posso suggerirne l’utilizzo anche per facilitare lo svolgimento di riunioni in presenza: se il team è disciplinato e affiatato, sarà possibile interagire sullo stesso documento in tempo reale da diversi notebook contemporaneamente, senza utilizzare un proiettore oppure una postazione di lavoro condivisa.

Una politica prezzi molto aggressiva

Le funzioni di plectica.com sono molto interessanti e… lo è anche il prezzo di questa soluzione online.

Tra le varie opzioni, tutte decisamente abbordabili, spicca la possibilità di attivare un account completamente gratuito e senza limitazioni di tempo, con allegati fino a 25Mb e con mappe fino a 250 elementi: una soluzione più che sufficiente per testare le funzionalità di questo software e per verificare come introdurlo nelle prassi di lavoro.

Vuoi saperne di più di come mettere a frutto le mappe nella produttività individuale e in team?

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Le mappe mentali per trovare accordi

(Tempo di lettura 1min circa)

Fare sintesi e conciliare idee diverse con le mappe mentali - I citofoni

A proposito delle difficoltà a fare sintesi e a conciliare idee diverse, trovo questa immagine davvero emblematica 😉

Di sicuro né l’elettricista, né l’amministratore di condominio, né i residenti avevano utilizzato le mappe mentali per mettersi d’accordo 😀

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Le mappe mentali: come condividerle e… cosa c’entra la Guernica di Picasso?

(Tempo di lettura 2min)
Mappe mentali e Guernica - Il potere dell'evocatività

Nel mio ultimo corso sulle mappe mentali e sul visual thinking un partecipante mi ha chiesto “Alberto, a me piace molto disegnare mappe mentali: ho imparato a crearle, le trovo divertenti, vedo che mi aiutano a chiarire le idee, a svilupparle in un attimo, ma… non riesco a utilizzarle con altri: quando le mostro, le trovano incomprensibili! Forse le disegno in modo sbagliato? Come posso migliorare?

Quando mi vengono fatte domande simili, spesso parlo della Guernica di Picasso, per far capire come una mappa grafica possa veicolare un messaggio importante e utile, anche quando non ha una precisa struttura.

Cosa avviene nella mente di chi consulta una mappa mentale

Spesso si pensa che le mappe servano solo “per spiegare” e che quindi debbano sempre “dare risposte”, ma… in certe occasioni è molto più importante che una mappa mentale aiuti a fare domande, a entrare in contatto col pensiero dell’autore, per sviluppare una propria idea personale.

Tornando alla Guernica, certo non possiamo sapere con precisione assoluta cosa passava per la mente di Picasso mentre la dipingeva, ma possiamo essere certi che non intendeva descrivere in modo chiaro, preciso e rigoroso dei concetti: in tal caso, infatti, avrebbe utilizzato del testo per scrivere un romanzo, un saggio, oppure un articolo su un giornale.

L’obiettivo di Picasso non era codificare un messaggio e neanche di comunicare, ma… trasmettere un sentimento e rendere partecipe lo spettatore, attraverso l’evocazione.

Per questo ha scelto un’altra soluzione: provocare, coinvolgere, usando immagini che suscitassero domande e che inducessero a cercare risposte personali.

Questo video trovo sia molto utile per capire cosa intendo:

Per creare mappe mentali bisogna essere artisti o abili disegnatori?

La risposta ovviamente è no e… la domanda è solo provocatoria!

Il punto è: a che scopo crei una mappa mentale?

Se ti serve per comunicare, per descrivere, per chiarire, dovrai disegnare mappe mentali curando l’espressività, mettendoti nei panni di chi la consulterà, affinché possa comprendere i legami tra gli elementi principali e quelli di dettaglio.

Se invece ti serve per attivare un dialogo con il tuo interlocutore, per scuoterlo e aiutarlo a farti domande, è possibile che una mappa mentale “troppo chiara e rigorosa” non sia di aiuto, e che sia preferibile una mappa più “vaga ed artistica”.

Rispondendo alla domanda iniziale del mio corsista, potrei dire che

  • non esistono mappe “sbagliate”, perché tutte ti sono utili per chiarire le idee
  • il segreto per migliorare nel disegno di mappe mentali è uno solo: di volta in volta  scegliere la modalità più adatta a seconda dell’obiettivo che desideri raggiungere.

Su questi punti insisto molto nei miei corsi, perché sono concetti che stanno alla base del mapping e che permettono di utilizzarlo al 100%.

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Le mappe mentali al convegno “Conosci te stesso – Linguaggi simbolici e viaggio interiore”

(Tempo di lettura 2min circa)

Mappe mentali - Convegno "Conosci te stesso" - Alberto Scocco

Le mappe mentali ci offrono una percezione visuale delle nostre idee, sia mentre compaiono, sia mentre le connettiamo.

Questo ci consente di intervenire su diversi piani contemporaneamente: sul livello degli atteggiamenti che assumiamo, delle soluzioni che formuliamo, delle metodologie che utilizziamo, degli approcci che adottiamo nel nostro agire quotidiano.

Tutto ciò va ben oltre la rappresentazione d’impatto di idee, la memorizzazione efficace di nozioni, l’annotazione veloce di concetti; per questo possiamo considerare a tutti gli effetti le mappe mentali come linguaggi simbolici per affrontare il viaggio interiore.

Questa può essere un’anticipazione del mio intervento al Convegno di studio organizzato dall’Associazione Simbolica, dal titolo “Conosci te stesso – Linguaggi simbolici e viaggio interiore“, che si terrà Sab 26/10/2019 alle 15.15, presso la Sala conferenze del Banco Marchigiano a Civitanova Marche.

I quattro interventi saranno:

  • L’alfabeto del corpo: dal sintomo al messaggio – Marco Zazzeroni
  • Arte e linguaggi espressivi: la via del cuore – Patrizia Tartabini
  • Un linguaggio per sviluppare il pensiero:  le mappe mentali – Alberto Scocco
  • I Tarocchi, linguaggio simbolico dell’anima – Barbara Malaisi

Intervenite numerosi!

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Mappe mentali e strumenti informatici per il lavoro in team – Una nuova edizione del corso

(Tempo di lettura 4min circa)

Alberto-Scocco_Corso-Mappe-Mentali

Con grande piacere annuncio una nuova edizione del mio corso “Mappe mentali e strumenti informatici – Aspetti teorici e applicazioni operative per organizzare prassi e progetti”, organizzato in collaborazione con la Scuola di formazione alla salute “Formazione in Agorà“.

Si terrà a Padova, Mercoledì 6 novembre 2019, per 8h, presso la sede in Via Svezia 9 (vicino all’uscita A13 – Padova Zona Ind.).

E’ un corso che riconosce 15.2 crediti ECM, dunque ha valenza anche come adempimento, oltre che di apprendimento.

Questo è il link alla locandina, con i dettagli e le informazioni per l’iscrizione , ma qui sotto ne trovi un estratto.

Non esitare a contattarmi per avere altre informazioni ma… affrettati: i posti stanno esaurendosi!

Presentazione – formazione RES

Quello che stiamo vivendo è un periodo di forti e rapidi cambiamenti nella clinica e nell’organizzazione.

Ciascun professionista, oltre a essere chiamato a gestire la propria prassi lavorativa, spesso deve collaborare in team interprofessionali, sviluppare con la formazione continua nuove capacità, condividere conoscenze e competenze, avanzare proposte e formulare progetti.

Il mapping è una metodologia per sviluppare e descrivere graficamente il pensiero. Le mappe mentali costituiscono nei sistemi sanitari uno strumento di produttività flessibile e potente.

Inoltre alcuni strumenti informatici e internet forniscono grandi opportunità nel realizzare interazione e collaborazione: permettono di accorciare le distanze e di ridurre i costi, di supervisionare e tracciare le attività, di collaborare con squadre flessibili e a geometria variabile per risolvere tempestivamente emergenze e condividere informazioni ed esperienze.

Questo evento formativo propone soluzioni cartacee ed informatiche immediatamente spendibili per aumentare la produttività individuale e in team all’interno delle organizzazioni.

Obiettivi formativi

  • Conoscere le principali tipologie di mappe e le loro modalità d’uso
  • Individuare applicazioni delle mappe mentali digitali per il proprio contesto operativo sanitario e sociale
  • Conoscere le tipologie di strumenti informatici e le loro peculiarità per la collaborazione in presenza e a distanza
  • Utilizzare le principali funzionalità di strumenti informatici per la collaborazione nei team in modo flessibile e dinamico

Contenuti

1. Forme di mapping: tipi di mappe, peculiarità e i loro utilizzi
2. Strumenti gratuiti per creare mappe mentali digitali
3. Gestione snella dei processi: la Kanban board
4. Collaborazione a distanza asincrona: i Team workspace
5. Collaborazione a distanza sincrona: la Videoconferenza
6. Formulazione di progetti: i Diagrammi di Gantt
7. Formulazione di soluzioni: il Brainstorming online

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Le mappe mentali per il lavoro in team

(Tempo di lettura 3 min circa)
Altalene - Sviluppo agile - Sviluppo incrementale - Mappe mentali
Era il 1997 e stavo scrivendo la mia tesi sulla qualità nei processi di sviluppo del software quando vidi per la prima volta questa divertente immagine.

Ne rimasi colpito perché descriveva in modo allegorico quanto sia difficile far convergere il lavoro nei team : tutti devono contribuire allo stesso risultato, ma spesso ciascuno è condizionato dal proprio punto di vista, dalla propria esperienza, da vincoli e obiettivi non del tutto allineati.

Possiamo dire che tutti pensano a qualcosa per giocare con la forza di gravità e l’aria intorno? Qualcosa che sarà costruito con tavole, assi e corde? Che verrà realizzato con sega, forbici, martello, legno e chiodi? Sì, ma… il modo in cui questi elementi saranno combinati porta risultati molto diversi. Leggi tutto “Le mappe mentali per il lavoro in team”

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