“Mappe mentali e strumenti informatici. Aspetti teorici e applicazioni operative per organizzare prassi e progetti” – Corso a Padova – 29/5/2019

Con grande piacere annuncio un nuovo corso sulle mappe mentali, che nasce dalla feconda collaborazione con “Formazione in Agorà”: la prestigiosa Scuola di Formazione alla Salute.

Si terrà Mercoledì 29/5/2019 presso la sede di Formazione in Agorà a Padova, con accreditamento di Regione Veneto che, tra l’altro, consente agli operatori delle Professioni Sanitarie e agli Assistenti Sociali di conseguire 15.2 crediti ECM.

Puoi scaricare QUI il file della locandina con tutte le informazioni per iscriversi, mentre qui sotto trovi le informazioni sintetiche

Presentazione

Quello che stiamo vivendo è un periodo di forti e rapidi cambiamenti nella clinica e nell’organizzazione. Ciascun professionista, oltre a essere chiamato a gestire la propria prassi lavorativa, spesso deve collaborare in team interprofessionali, sviluppare con la formazione continua nuove capacità, condividere conoscenze e competenze, avanzare proposte e formulare progetti.

Il mapping è una metodologia per sviluppare e descrivere graficamente il pensiero. Le mappe mentali costituiscono nei sistemi sanitari uno strumento di produttività flessibile e potente.

Inoltre alcuni strumenti informatici e internet forniscono grandi opportunità nel realizzare interazione e collaborazione: permettono di accorciare le distanze e di ridurre i costi, di supervisionare e tracciare le attività, di collaborare con squadre flessibili e a geometria variabile per risolvere tempestivamente emergenze e condividere informazioni ed esperienze..

Questo evento formativo propone soluzioni cartacee ed informatiche immediatamente spendibili per aumentare la produttività individuale e in team all’interno delle organizzazioni.

Obiettivi formativi  

  • Conoscere le principali tipologie di mappe e le loro modalità d’uso
  • Individuare applicazioni delle mappe mentali digitali per il proprio contesto operativo sanitario e sociale
  • Conoscere le tipologie di strumenti informatici  e le loro peculiarità   per la collaborazione in presenza e a distanza
  • Utilizzare le principali funzionalità di strumenti informatici per la collaborazione nei team in modo flessibile e dinamico

Contenuti

  1. Forme di mapping: tipi di mappe, peculiarità e  i loro utilizzi
  2. Strumenti gratuiti per creare mappe mentali digitali
  3. Gestione snella dei processi: la Kanban board
  4. Collaborazione a distanza asincrona: i Team workspace
  5. Collaborazione a distanza sincrona: la Videoconferenza
  6. Formulazione di progetti: i Diagrammi di Gantt
  7. Formulazione di soluzioni: il Brainstorming online

Orari:   08.20 – 18.00

Sede del Corso:  Formazione in Agorà – Via Svezia n. 9, Padova (PD)

Credits: per l’immagine PixBay 

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Le mappe concettuali e il metodo di studio nel film “Il campione” (2019)

(Tempo di lettura 1 min)

Finalmente è avvenuto! E’ stato annunciato un film nel quale le mappe (concettuali) sono un elemento caratterizzante sul set di un film .

Non sto scherzando, né esagerando: nel film “Il campione” i protagonisti sono il giovane calciatore Christian Ferro (interpretato da Andrea Carpenzano) e il suo docente e mentore Valerio Fioretti (impersonato da Stefano Accorsi) utilizzeranno mappe concettuali per affrontare il percorso di apprendimento del “Campione”.

In questa bella recensione su Repubblica.it, Arianna Finos descrive così la situazione che si crea “… il docente Stefano Accorsi vince l’indifferenza del suo allievo famoso, dal passato scolastico disastroso, scoprendo che Christian ha visione del gioco e talento per gli schemi. E così crea degli schemi – che sono poi le mappe concettuali che si usano oggi – per spiegare la Prima guerra mondiale e il resto della storia. In più il professore cerca e adopera il linguaggio del ragazzo e si ritroverà a imparare anche lui qualcosa di importante.“.

Trovo molto bello questo articolo, perché mette in evidenza che:

  • il mentore aiuta il giovane con la maieutica, facendo leva su una qualità che già possiede
  • l’esperienza condivisa consente a entrambe (e non solo al giovane) di apprendere e migliorare.

Considerato il soggetto e la trama del film, trovo che anche il brano “Special needs” dei Placebo sia proprio calzante

Buona visione a tutti!

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Tony Buzan ci ha lasciati – 13/4/2019

Ho sempre visto Tony Buzan pieno di energia e la notizia della sua scomparsa mi lascia addolorato e incredulo.
Ci ha lasciati questa mattina, 13/4/2019.

Il mondo della creatività gli deve molto, per quello che ha ideato, per la determinazione con la quale l’ha promosso.
Non commento oltre… nel video qui sotto le parole di Elaine Colliar, una delle persone che gli sono state più vicine.

Ci sia Luce…

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Fare mappe mentali insieme per risolvere problemi in classe

(Tempo medio di lettura 1min)

Nei miei corsi parlo sempre delle mappe mentali come di “strumenti per pensare”.

Che sia su un grande foglio bianco con i pennarelli, che sia su una lavagna con i gessetti, oppure una flip chart con i marker colorati, comunque disegnare una mappa mentale porta ordine nei pensieri e aiuta a sbrogliare la matassa delle idee.

Ogni volta invito tutti a provare: utilizzare le mappe mentali, oltre che individualmente, soprattutto insieme ad altri, per confrontarsi, trovare punti in comune, risolvere problemi e trovare soluzioni.

A tal proposito ti segnalo un bel caso d’uso, pubblicato sul profilo Instagram della community “Contiamoci”, che si occupa di riciclo e di buone pratiche ambientali, con iniziative sul territorio e nelle scuole.

La mappa mentale che trovate all’inizio di questa pagina è stata realizzata da un gruppo di studenti di una 3a media, per affrontare insieme il problema della raccolta differenziata in classe.

Mettere insieme tante esperienze, tanti punti di vista, tante idee non è mai semplice; ancor meno lo è con ragazzi così giovani, che certo saranno stati anche esuberanti… potrebbe sembrare un’impresa ma… come puoi vedere, con una mappa mentale è stato possibile: davvero un bel lavoro, per forma e sostanza! 🙂

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Un flow chart per parlare della violenza di genere e dei pregiudizi sessisti

(Tempo di lettura meno di 1 min)

Il tristissimo tema della violenza di genere negli ultimi tempi è molto spesso alla ribalta delle cronache, come pure quello dei pregiudizi sessisti.

Una cara amica ha trovato in internet vari schemi che presentavano l’argomento e la situazione vissuta dalle vittime e mi ha chiesto una cortesia: “Alberto, se lo condividi, fanne una mappa concettuale, affinché il principio sia assolutamente comprensibile e chiaro a tutti”.

Vi presento il risultato di questa operazione: si tratta di un diagramma di flusso, che spero possa essere un piccolo tassello nel dialogo tra i generi e nella comprensione del dramma vissuto da molte vittime.

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Usare le mappe mentali a 360° : Memorizzare, Ideare, Progettare

(Tempo di lettura 3min)

(Fonte Wikipedia)

Un’altra amica mi chiede informazioni via email sugli utilizzi delle mappe mentali. Le ho appena risposto in privato e condivido anche con voi i suggerimenti che le ho dato

… mi farebbe immenso piacere ricevere qualche consiglio mirato e dei casi d’uso. Mi piacerebbe continuare ad immagazzinare quante più notizie possibili ed essere in grado di schematizzarle ed avere la capacita di sviluppare strategie di problem solving, produrre appunti in modo efficace, sintetizzare idee e progetti ecc..Grazie …

In che modo le mappe mentali aiutano a memorizzare e a schematizzare

Ottimo! Le mappe ti saranno di grande aiuto in tal senso.

Un punto nodale del discorso è questo: certo ti sarà utile consultare mappe per acquisire concetti e per ricordare, ma ti sarà ancor più utile produrre tue mappe.

Quando crei una tua mappa:

  • poni l’attenzione sui concetti e fai delle scelte
  • sintetizzi i concetti e li rappresenti nel modo che ritieni utile.

Bene: mentre scegli e sintetizzi, già stai memorizzando, perchè stai rielaborando i concetti dal tuo punto di vista e in chiave personale.

Questo risultato lo ottieni anche producendo mappe concettuali, ma se crei una mappa mentale ottieni due altri risultati importanti:

  • ti è più semplice fare sintesi estreme, fino alla singola parola chiave, perchè la struttura è gerarchico-associativa e…
    • non richiede “parole legame” per connettere i concetti
    • l’interpretazione puoi darla subito con i rami “a monte”, oppure la svilupperai nei rami “a valle”
  • memorizzi in modo ancora più rapido e stabile, perchè utilizzi anche colori e immagini disegnate.

Certo all’inizio è necessario prendere dimestichezza con le tecniche, ma i risultati sono davvero molto evidenti.

Se poi la mappa mentale, invece che al pc, la disegni su carta, l’effetto è sorprendente.
🙂

Come le mappe mentali aiutano a ideare e a progettare

Come nell’eBook che ti ho inviato, anche nei miei corsi insisto molto sulle differenze tra mappe mentali e mappe concettuali: ciascuna tipologia ha sue peculiarità ed ambiti d’uso.

Per trarre il massimo dei benefici dalle mappe è importante utilizzarle in modo appropriato.

  • le mappe concettuali funzionano molto bene per descrivere, per chiarire, per documentare.
  • le mappe mentali sono invece formidabili per ideare, per creare, per mettere a fuoco.

Purtroppo molte pagine web fanno una grande confusione tra questi strumenti, anche perchè spesso si sovrappongono le tipologie di mappe ai software per crearle.

Anche libri pubblicati di recente continuano a mescolare le varie tipologie e questo non aiuta a capire se e quando usare le mappe mentali o le mappe concettuali.

Per sviluppare idee, soluzioni e progetti è necessario avere una mente allenata, capace di:

  • analizzare, ovvero di scomporre/scindere/separare/distinguere
  • connettere, ovvero di collegare/unire/avvicinare.

Con le mappe mentali eserciti la tua mente per acquisire (o ri-acquisire) queste capacità: sia quando disegni su carta mappe mentali, sia quando crei mappe mentali al pc, ti alleni a “generalizzare” e a “specificare”.
Questa “psico-plasticità” si ottiene senza fare training particolari e vale tanto per gli adulti, quanto per i giovani.

Ti porto un esempio concreto e immediato: avrai notato che questa stessa email è “strutturata” e presenta concetti con una articolazione molto chiara.
Senza troppo sforzo puoi immaginare

  • che dietro questa struttura c’è un pensiero organizzato e strutturato
  • ma anche che dietro questo pensiero organizzato e strutturato, c’è una mente che ha appreso a organizzare e strutturare.

A presto!
Alberto

La proposta

Prova anche tu a creare una mappa mentale, partendo dal testo riportato nei due paragrafi qui sopra: sarà un esercizio molto semplice, utile ed efficace, per vedere fino a che punto testo, mappa e pensiero sono collegati.

Provare per credere e… attendo commenti qui sotto, oppure via email 🙂

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Allenare la comprensione, per cogliere sia il dettaglio, sia il generale

(Fonte Wikipedia)

Spesso sono piccoli e inattesi dettagli a svelare grandi trame e a dar loro un senso.

Un aforisma per ricordare che disegnare mappe mentali permette di sviluppare una capacità fondamentale del pensiero: la duttilità mentale.

E’ la qualità che consente di cogliere il quadro generale senza perdere di vista il dettaglio, passando dall’uno all’altro, senza fissarsi solo su uno di essi.

Questo tema ha risvolti sia sul piano individuale, sia su quello della collaborazione, poiché riguarda anche il funzionamento delle organizzazioni.

Trovo che ultimamente questa qualità sia piuttosto sottovalutata: la tendenza è ad osservare solo il dettaglio, il piccolo, il particolare, lo specifico; a focalizzarsi su ciò che si trova dentro al proprio confine, senza alzare troppo lo sguardo, senza andare troppo lontano rispetto all’immediato.

Per questo credo sia necessario ricordare l’importanza di esercitare, sviluppare e condividere questa capacità mentale, che da qualcuno deve essere acquisita e che da tutti deve essere mantenuta.

Utilizzare mappe mentali aiuta anche in tal senso  🙂

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Le mappe (mentali o concettuali?) dentro la Ferrari SF90

(Tempo di lettura 1min)

(Credits dell’immagine)

In questo articolo comparso il 26/2/2019 sul settimanale automobilistico Autosprint si parla della nuova monoposto Ferrari SF90, che gareggerà nel prossimo mondiale F1.

L’articolo riporta informazioni sulla filosofia della SF90 e sulla sfida aperta in campionato, ma parla anche dell’utilizzo di “mappe concettuali” nel Team Ferrari.

Si dice infatti che l’Ing. Mattia Binotto, il Team Principal della Scuderia Ferrari,  “… adora utilizzare le mappe concettuali per semplificare al massimo i pensieri e renderli inequivocabilmente accessibili”.

Da appassionato del “pensiero visuale”, probabilmente l’Ing. Binotto  non usa solo mappe concettuali per chiarire e condividere i suoi pensieri col suo team, ma anche mappe mentali per mettere a fuoco le idee e dar loro forma fin dalle nelle prime fasi dello sviluppo 🙂 😉

Questa notizia mi ha colpito, ma non stupito: le mappe fecero il loro ingresso a Maranello già 15 anni fa, con un corso sulle mappe mentali organizzato presso lo stabilimento Ferrari insieme ai Colleghi di Scatole Pensanti.

Trovo sempre molto bello avere evidenze, conferme e riscontri come questi e… ancor più perchè portati dal Cavallino rampante della Ferrari 🙂

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Utilizzare le mappe mentali in un “barcamp estremo”


L’amico Omar Cafini  mi ha ricordato che 11 anni fa si è tenuto il 24HrsCamp: un BarCamp dal format innovativo, per realizzare gratuitamente in 24 ore un sito web due importanti organizzazioni umanitarie: Terres des hommes e Pangea Onlus.

Una bellissima iniziativa, una bellissima esperienza, alla quale ho dato anche io un contributo e che mi ha dato molto, sul piano umano, oltre che su quello professionale.

Una sfida estrema per l’efficacia delle mappe mentali

Lo scenario nel quale le mappe mentali sono state messe alla prova:

  • gruppi di lavoro eterogenei, costituiti da persone
    • che non si conoscevano
    • che in molti casi potevano mettere a disposizione solo alcune ore del loro tempo
  • competenze diversificate e complementari da riconoscere e integrare
  • 24h di tempo (sonno compreso) per ideare, progettare e realizzare due siti web.

Ricordo che 11 anni fa le mappe mentali erano sconosciute ai più: quando ne parlavo con “non addetti al settore”, spesso erano oggetto di curiosità, più che di dialogo.

Al 24HrsCamp le proposi come strumento per coordinare i lavori di gruppo in quelle condizioni estreme.

Il risultato fu ottimo, sia per le soluzioni che sono state trovate in quelle 24 ore di lavoro intenso, sia per il clima gioioso che si è creato tra tutti i partecipanti.

Tante cose belle sono iniziate da quell’incontro 🙂

Pubblico in questo post un video girato al tempo, per documentare una parte della mia presentazione (n.b. la risoluzione era la massima disponibile)

Se vuoi confrontarti con me a questo proposito, inviami un commento, oppure un messaggio nella pagina dei contatti 🙂

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