Una mappa mentale per fare il punto della situazione

Preoccupato, Isan chiese al suo maestro Gyosan:
«Se un milione di oggetti ci vengono addosso cosa dobbiamo fare?»
Gyosan rispose «Un oggetto verde non è giallo. Una cosa lunga non è corta»
Soddisfatti di questo scambio, Gyosan e Isan si salutarono e ognuno andò per la sua strada.
(A.Jodorowsky, “Il dito e la luna”, ed. Oscar Mondadori, Milano 2009)

Capita di trovarsi in un periodo affollato di situazioni da gestire, di richieste cui rispondere, di impegni da rispettare.
I fattori in gioco possono essere molti, scarso il tempo per agire e alta la pressione. Accavallamenti capitano sul lavoro, come pure nella vita personale e nello studio.

Se stai per cedere alla tentazione di gettarti a capofitto “con scudo e spada” nell’impresa, il mio suggerimento è di fare prima il punto della situazione.
Oltre ad avere un’utilità pratica, questo accorgimento ti aiuterà a centrarti, a ricordare che non è in corso la fine del mondo e non si tratta di una missione impossibile.

Fare chiarezza senza procrastinare

Individuare le attività da svolgere distinguendole per aree di intervento, scomporle poi in sotto-attività oppure associare loro informazioni e peculiarità, ti consentirà di avere maggiore controllo della situazione e di gestirla attribuendo priorità e risorse in modo razionale. Un invito a riflettere, dunque, per poi agire con cognizione di causa.
Se questa attività è importante e utile per il singolo, ancor di più lo è per le organizzazioni, laddove le percezioni tra i singoli collaboratori possono essere molto diverse.

Lo puoi fare in molti modi, ma riordinare le idee con una mappa mentale  può essere la chiave di volta per sbloccare la situazione.
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Le mappe mentali per l’esame di stato e gli esami universitari

La preparazione per gli esami, che siano quelli di stato oppure quelli universitari, è un tema particolarmente caldo e sentito in questo periodo dell’anno.

Tra gli accorgimenti per affrontarli con serenità e in modo efficace, molti puntano sulla gestione degli aspetti emotivi, altri sulla capacità di memorizzare. Quello che vorrei proporre è l’approccio integrato reso possibile dalle mappe mentali.

Il segreto sta nel mettere a frutto contemporaneamente tutte le risorse mentali del nostro cervello:

  • sia l’emisfero sinistro, che individua, organizza, struttura, classifica. E’ la parte del cervello che elabora il pensiero in modo razionale e analitico;
  • sia l’emisfero destro, che associa, varia, memorizza. Il suo funzionamento è molto legato alle emozioni e alle sensazioni.

Utilizzando le mappe mentali per studiare potrai attivare sia l’emisfero sinistro, sia l’emisfero destro. Per produrle infatti utilizzerai sia la razionalità sia la sensorialità e questo ti darà una maggiore chiarezza di pensiero e una migliore gestione delle emozioni.

Come studiare un argomento con una mappa mentale

Le mappe mentali consentono di produrre sintesi e sono utili sia mentre le realizzi, sia quando le consulti. Leggi tutto “Le mappe mentali per l’esame di stato e gli esami universitari”

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Le mappe tattili degli innuit in Groenlandia

Orientarsi in certi contesti vale della vita e della morte.
Per questo gli innuit della Groenlandia fin da tempi antichissimi si sono dotati di strumenti tattili, per ri-conoscere le caratteristiche dei luoghi dove si trovavano, anche in condizioni estremamente avverse: penso alle tempeste di neve, ma anche ai lunghi periodi di buio.
Mappe tattili, dunque, realizzate con i materiali disponibili: legno e ossa, lavorate per rappresentare le insenature e le asperità dei fiordi.
(per approfondimenti, questo articolo su VanillaMagazine)

Con queste “descrizioni tattili” si muovevano e ritrovavano la strada, considerando un territorio fisico, concreto, conosciuto e da ri-conoscere. Le realizzavano per avere riferimenti concreti, in base a conoscenze ed esperienze, fermo restando che un territorio esisteva ed era riscontrabile.
Diverso discorso quando una mappa viene prodotta per un territorio che non è fisico e che è fatto solo di idee 🙂 😉

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Il vocabolario come strumento organizzativo


Riporto qui sotto la citazione da un testo classico, che bene illustra come in un contesto i termini utilizzati influenzino l’interpretazione delle situazioni in modo determinante.
Che lo si voglia o no, il vocabolario è dunque uno strumento organizzativo a tutti gli effetti.

Le parole dovettero cambiare il loro significato ordinario e assumere quello che ora veniva loro attribuito.
La temerarietà incauta giunse ad essere considerata il coraggio di un alleato leale.
L’esitazione prudente era divenuta viltà speciosa.
La moderazione era ritenuta un pretesto per pusillanimi.
La capacità di vedere tutti i lati di una questione, era considerata inettitudine ad agire in base a uno qualsiasi di essi.
La violenza frenetica considerata attributo della virilità.
La cospirazione sospetta, divenne un mezzo giustificabile di autodifesa.
Chi era fattore di estreme misure era sempre degno di lode, il suo oppositore un uomo da sospettare…

Testo dello storico greco Teducide
citato da White J.B. (1994), “Justice as translation” – Ed. University of Chicago Press

La proposta

Per riflettere sull’importanza della terminologia organizzativa, individua nel tuo contesto alcune parole chiave, fortemente caratterizzanti e (anche per questo) utilizzate frequentemente. Rifletti sull’importanza di padroneggiarne il significato e sul modo in cui questi termini vengono “trasmessi” e “acquisiti”.

Individua poi alcuni “neologismi” che sono stati di recente introdotti e rifletti sulle ripercussioni derivate dal loro utilizzo (ad es. “spread”, che viene utilizzato per indicare la differenza tra la valutazione dei titoli di stato italiani e quelli di altri paesi, ma anche per stigmatizzare le problematiche relative alla credibilità internazionale e alla solvibilità del sistema paese).

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Mettere a fuoco un’idea e svilupparla con le mappe mentali

Cercando una buona idea a volte ci si trova nell’empasse: da dove partire? A cosa dare priorità? Come condividerla? In che modo realizzarla?

E’ un po’ il blocco dello scrittore, detto anche “sindrome del foglio bianco“: vuoi iniziare a lavorare a un’idea creativa, ma ti frena la convinzione che subito tutto debba prendere corpo nella “forma giusta”, con tutti gli elementi già articolati in modo chiaro.

Il problema sta nella sovrapposizione tra:

  • fase creativa , nella quale le idee emergono attraverso il pensiero divergente e le associazioni mentali;
  • fase descrittiva , nella quale le idee già emerse vengono rappresentate per la condivisione.

Due momenti diversi, che comportano qualità di pensiero diverse, che possono interferire e bloccarsi a vicenda. Leggi tutto “Mettere a fuoco un’idea e svilupparla con le mappe mentali”

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La 7a ristampa del mio libro per inaugurare il nuovo Blog

Questo post ha una duplice valenza.

La prima è di inaugurare il mio nuovo blog: è giunto il tempo di integrare questo sito “Le mappe del pensiero” con uno spazio commenti e interazioni. Poichè tengo particolarmente a questa opportunità, non solo nei miei corsi sulle mappe mentali, intendo rinverdire e consolidare la tradizione 🙂

La seconda è di annunciare che il mio libro “Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero” ha appena avuto la sua 7a ristampa.

Che questo avvenga nel 2018, dopo dieci anni dalla prima pubblicazione, conferma che sono molto sentiti sia il tema del confronto tra mappe mentali e mappe concettuali , sia quello dell’applicazione delle mappe mentali digitali come soluzioni organizzative.

Siano spunti utili per ulteriori approfondimenti…
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