Le mappe concettuali e il metodo di studio nel film “Il campione” (2019)

(Tempo di lettura 1 min)

Finalmente è avvenuto! E’ stato annunciato un film nel quale le mappe (concettuali) sono un elemento caratterizzante sul set di un film .

Non sto scherzando, né esagerando: nel film “Il campione” i protagonisti sono il giovane calciatore Christian Ferro (interpretato da Andrea Carpenzano) e il suo docente e mentore Valerio Fioretti (impersonato da Stefano Accorsi) utilizzeranno mappe concettuali per affrontare il percorso di apprendimento del “Campione”.

In questa bella recensione su Repubblica.it, Arianna Finos descrive così la situazione che si crea “… il docente Stefano Accorsi vince l’indifferenza del suo allievo famoso, dal passato scolastico disastroso, scoprendo che Christian ha visione del gioco e talento per gli schemi. E così crea degli schemi – che sono poi le mappe concettuali che si usano oggi – per spiegare la Prima guerra mondiale e il resto della storia. In più il professore cerca e adopera il linguaggio del ragazzo e si ritroverà a imparare anche lui qualcosa di importante.“.

Trovo molto bello questo articolo, perché mette in evidenza che:

  • il mentore aiuta il giovane con la maieutica, facendo leva su una qualità che già possiede
  • l’esperienza condivisa consente a entrambe (e non solo al giovane) di apprendere e migliorare.

Considerato il soggetto e la trama del film, trovo che anche il brano “Special needs” dei Placebo sia proprio calzante

Buona visione a tutti!

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Fare mappe mentali insieme per risolvere problemi in classe

(Tempo medio di lettura 1min)

Nei miei corsi parlo sempre delle mappe mentali come di “strumenti per pensare”.

Che sia su un grande foglio bianco con i pennarelli, che sia su una lavagna con i gessetti, oppure una flip chart con i marker colorati, comunque disegnare una mappa mentale porta ordine nei pensieri e aiuta a sbrogliare la matassa delle idee.

Ogni volta invito tutti a provare: utilizzare le mappe mentali, oltre che individualmente, soprattutto insieme ad altri, per confrontarsi, trovare punti in comune, risolvere problemi e trovare soluzioni.

A tal proposito ti segnalo un bel caso d’uso, pubblicato sul profilo Instagram della community “Contiamoci”, che si occupa di riciclo e di buone pratiche ambientali, con iniziative sul territorio e nelle scuole.

La mappa mentale che trovate all’inizio di questa pagina è stata realizzata da un gruppo di studenti di una 3a media, per affrontare insieme il problema della raccolta differenziata in classe.

Mettere insieme tante esperienze, tanti punti di vista, tante idee non è mai semplice; ancor meno lo è con ragazzi così giovani, che certo saranno stati anche esuberanti… potrebbe sembrare un’impresa ma… come puoi vedere, con una mappa mentale è stato possibile: davvero un bel lavoro, per forma e sostanza! 🙂

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Usare le mappe mentali a 360° : Memorizzare, Ideare, Progettare

(Tempo di lettura 3min)

(Fonte Wikipedia)

Un’altra amica mi chiede informazioni via email sugli utilizzi delle mappe mentali. Le ho appena risposto in privato e condivido anche con voi i suggerimenti che le ho dato

… mi farebbe immenso piacere ricevere qualche consiglio mirato e dei casi d’uso. Mi piacerebbe continuare ad immagazzinare quante più notizie possibili ed essere in grado di schematizzarle ed avere la capacita di sviluppare strategie di problem solving, produrre appunti in modo efficace, sintetizzare idee e progetti ecc..Grazie …

In che modo le mappe mentali aiutano a memorizzare e a schematizzare

Ottimo! Le mappe ti saranno di grande aiuto in tal senso.

Un punto nodale del discorso è questo: certo ti sarà utile consultare mappe per acquisire concetti e per ricordare, ma ti sarà ancor più utile produrre tue mappe.

Quando crei una tua mappa:

  • poni l’attenzione sui concetti e fai delle scelte
  • sintetizzi i concetti e li rappresenti nel modo che ritieni utile.

Bene: mentre scegli e sintetizzi, già stai memorizzando, perchè stai rielaborando i concetti dal tuo punto di vista e in chiave personale.

Questo risultato lo ottieni anche producendo mappe concettuali, ma se crei una mappa mentale ottieni due altri risultati importanti:

  • ti è più semplice fare sintesi estreme, fino alla singola parola chiave, perchè la struttura è gerarchico-associativa e…
    • non richiede “parole legame” per connettere i concetti
    • l’interpretazione puoi darla subito con i rami “a monte”, oppure la svilupperai nei rami “a valle”
  • memorizzi in modo ancora più rapido e stabile, perchè utilizzi anche colori e immagini disegnate.

Certo all’inizio è necessario prendere dimestichezza con le tecniche, ma i risultati sono davvero molto evidenti.

Se poi la mappa mentale, invece che al pc, la disegni su carta, l’effetto è sorprendente.
🙂

Come le mappe mentali aiutano a ideare e a progettare

Come nell’eBook che ti ho inviato, anche nei miei corsi insisto molto sulle differenze tra mappe mentali e mappe concettuali: ciascuna tipologia ha sue peculiarità ed ambiti d’uso.

Per trarre il massimo dei benefici dalle mappe è importante utilizzarle in modo appropriato.

  • le mappe concettuali funzionano molto bene per descrivere, per chiarire, per documentare.
  • le mappe mentali sono invece formidabili per ideare, per creare, per mettere a fuoco.

Purtroppo molte pagine web fanno una grande confusione tra questi strumenti, anche perchè spesso si sovrappongono le tipologie di mappe ai software per crearle.

Anche libri pubblicati di recente continuano a mescolare le varie tipologie e questo non aiuta a capire se e quando usare le mappe mentali o le mappe concettuali.

Per sviluppare idee, soluzioni e progetti è necessario avere una mente allenata, capace di:

  • analizzare, ovvero di scomporre/scindere/separare/distinguere
  • connettere, ovvero di collegare/unire/avvicinare.

Con le mappe mentali eserciti la tua mente per acquisire (o ri-acquisire) queste capacità: sia quando disegni su carta mappe mentali, sia quando crei mappe mentali al pc, ti alleni a “generalizzare” e a “specificare”.
Questa “psico-plasticità” si ottiene senza fare training particolari e vale tanto per gli adulti, quanto per i giovani.

Ti porto un esempio concreto e immediato: avrai notato che questa stessa email è “strutturata” e presenta concetti con una articolazione molto chiara.
Senza troppo sforzo puoi immaginare

  • che dietro questa struttura c’è un pensiero organizzato e strutturato
  • ma anche che dietro questo pensiero organizzato e strutturato, c’è una mente che ha appreso a organizzare e strutturare.

A presto!
Alberto

La proposta

Prova anche tu a creare una mappa mentale, partendo dal testo riportato nei due paragrafi qui sopra: sarà un esercizio molto semplice, utile ed efficace, per vedere fino a che punto testo, mappa e pensiero sono collegati.

Provare per credere e… attendo commenti qui sotto, oppure via email 🙂

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Utilizzare le mappe mentali in un “barcamp estremo”


L’amico Omar Cafini  mi ha ricordato che 11 anni fa si è tenuto il 24HrsCamp: un BarCamp dal format innovativo, per realizzare gratuitamente in 24 ore un sito web due importanti organizzazioni umanitarie: Terres des hommes e Pangea Onlus.

Una bellissima iniziativa, una bellissima esperienza, alla quale ho dato anche io un contributo e che mi ha dato molto, sul piano umano, oltre che su quello professionale.

Una sfida estrema per l’efficacia delle mappe mentali

Lo scenario nel quale le mappe mentali sono state messe alla prova:

  • gruppi di lavoro eterogenei, costituiti da persone
    • che non si conoscevano
    • che in molti casi potevano mettere a disposizione solo alcune ore del loro tempo
  • competenze diversificate e complementari da riconoscere e integrare
  • 24h di tempo (sonno compreso) per ideare, progettare e realizzare due siti web.

Ricordo che 11 anni fa le mappe mentali erano sconosciute ai più: quando ne parlavo con “non addetti al settore”, spesso erano oggetto di curiosità, più che di dialogo.

Al 24HrsCamp le proposi come strumento per coordinare i lavori di gruppo in quelle condizioni estreme.

Il risultato fu ottimo, sia per le soluzioni che sono state trovate in quelle 24 ore di lavoro intenso, sia per il clima gioioso che si è creato tra tutti i partecipanti.

Tante cose belle sono iniziate da quell’incontro 🙂

Pubblico in questo post un video girato al tempo, per documentare una parte della mia presentazione (n.b. la risoluzione era la massima disponibile)

Se vuoi confrontarti con me a questo proposito, inviami un commento, oppure un messaggio nella pagina dei contatti 🙂

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Perchè usare le mappe mentali? Per chiarire e organizzare il pensiero!

(Tempo di lettura 2.5 minuti)

Una amica lettrice mi ha contattato via email, chiedendomi informazioni sui servizi di formazione e di mentoring online.

Pubblico qui lo scambio che abbiamo avuto, dopo aver ricevuto l’autorizzazione a divulgarlo.

Domanda

Ciao Alberto,
sono un’insegnante di yoga e vorrei creare dei corsi online.

Vorrei partire dalla mia pratica e integrarla con nuove esperienze fatte di recente e con altre che mi accingo a fare.Mi sto organizzando ma trovo difficoltà a partire: sono tanti gli aspetti da considerare e ogni volta ricomincio da zero.

Ti ho chiesto l’ebook perchè ho sentito parlare delle mappe mentali e volevo chiarirmi le idee. Ho capito che le mappe mentali aiutano a pensare e a mettere ordine.

Poi ho visto che proponi dei percorsi online per apprenderle e per formulare soluzioni. L’impressione che mi sono fatta è che le mappe mentali le utilizzo già, tutti i giorni, quando penso, quando organizzo, quando risolvo i problemi.

Non mi sembrano qualcosa di nuovo. Puoi spiegarmi meglio perchè allora dovrei imparare a utilizzarle?

Grazie

Federica M.

Risposta

(….omiss….)

Le mappe mentali sono strumenti di pensiero.

Tra i vari utilizzi, servono per collegare il pensiero creativo al pensiero operativo; per questo facilitano la realizzazione delle idee.

Se dentro di te senti:

  • che le mappe mentali sono uno strumento che già possiedi
  • oppure che sarebbero solo uno strumento mentale in più, che ne hai già altri e che quindi non ti serve
  • oppure che comunque a una soluzione ci arriveresti prima o poi, con o senza mappe mentali

sono il primo a invitarti a proseguire con gli strumenti che già hai e ad applicarti con costanza e impegno.

Se invece un dubbio ce l’hai, considera che le mappe mentali possono essere utili in vari modi e ci si può avvicinare per varie ragioni.
C’è chi vuole imparare a utilizzarle:

  • perchè deve affrontare specificamente una certa situazione: è interessato solo a trovare una soluzione per quel problema e… in realtà non è interessato alle mappe in sè. Ad esempio…. è il caso citato del motto cui ti accennavo “Chi va alla ferramenta per comprare il trapano, in realtà vorrebbe comprare i buchi alla parete”
  • oppure perchè vuole acquisire nuove modalità per affrontare certe tipologie di situazioni. Ad esempio… tutte le volte che si deve progettare, farlo in modo collaborativo e condiviso con altre persone
  • oppure perchè vuol sviluppare la capacità di pensare in modo più flessibile e strutturato. Ad esempio… esercitarsi ad “addomesticare la mente” per elaborare le proprie idee in modo sistematico e organizzato, oppure per tornare a imparare in modo efficace.
  • oppure perchè desidera affrontare le situazioni con un atteggiamenti diverso. Ad esempio… prepararsi per un evento oppure un discorso pubblico, con consapevolezza e gestendo l’ansia.

Per ciascuno di loro le mappe mentali sono utili strumenti di pensiero, per ottenere obiettivi concreti.

Preciso però che ci sono anche persone cui semplicemente non serve disegnare nulla. I fatti della loro vita lo dimostrano: passano dall’intuizione all’azione in modo armonioso, fluido, concreto. Non hanno bisogno di disegnare, perchè la mappa è già chiara nella loro mente anche senza averla disegnata. Per accorgertene basta sentirli parlare, seguire il loro filo logico chiaro, lineare, comprensibile a tutti.

Anche a loro però può essere utile disegnare mappe, quando ad esempio devono condividere qualcosa con qualcun altro: a quel punto il disegno aiuta il dialogo e la collaborazione.

Le mappe mentali sono utili su più piani contemporaneamente

La mappa mentale è uno strumento per sviluppare un pensiero di buona qualità, oppure per esercitare le proprie capacità di pensiero.

Non è l’unico, ce ne sono anche altri, ma ha un grosso vantaggio: agisce contemporaneamente su più piani.

Se una persona inizia a utilizzare mappe mentali su un certo piano e per un determinato scopo, poi avviene una naturale osmosi sugli altri piani.

Un po’ come di sicuro avviene nel tuo caso per lo yoga:

  • c’è chi inizia a praticare per un esercizio fisico, come fosse ginnastica: praticando con costanza avrà la possibilità di evolvere e cambiare anche atteggiamento nei confronti della vita
  • c’è chi inizia con l’idea di inseguire l’assoluto o di armonizzare i chakra: praticando ottiene un beneficio anche alla salute del corpo.

Nel tuo caso, credo la cosa migliore sia che tu possa scegliere con serenità in base a cosa desideri.

  • se l’obiettivo è apprendere come utilizzare le mappe, puoi seguire un mio corso per avere uno strumento che ti dia indipendenza.
  • se l’obiettivo è risolvere una situazione o cogliere una opportunità, ti posso supportare con il mentoring per affrontarla utilizzando anche le mappe mentali.

Poichè abbiamo del tempo prima del tuo ritorno in Italia, magari valuterai i diversi aspetti e… potremo verificare insieme se un discorso di questo tipo può esserti utile, anche alla luce delle nuove esperienze.

Buon viaggio! 🙂

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Organizzazione e partecipazione politica con le mappe mentali

(Tempo di lettura 2.5 minuti)

Di recente ho avuto uno scambio email con una amica lettrice del mio blog, riguardante la sfera politica: come utilizzare le mappe mentali nella partecipazione e nell’elaborazione delle idee.

Lo pubblico qui, dopo aver ricevuto l’autorizzazione a divulgarlo.

Domanda

Ciao Alberto,
buon anno e per favore se hai tempo vorrei preparare una mappa per far capire come si governa una città, e creare l’occasione per aiutare i consiglieri che saranno eletti a gestire il comune con l’uso delle mappe. Quindi farei un approccio per stimolare la creatività e l’ordine nel lavoro visto che si lamentano tutti ma nessuno propone.
Attento però non sono impegnata in politica ma offro le mie idee.
Che ne pensi? Grazie
Maria

Risposta

Ciao Maria

E’ una bellissima cosa quella che hai deciso di intraprendere: è importante tornare a considerare la politica come lo spazio della partecipazione e dell’interesse collettivo e non di una parte di esso, oppure di singoli.

Anche io, per parte mia, nel piccolo comune dove abito, ho deciso di aiutare una lista civica locale e dare il mio contributo, sperando sia utile per la nostra comunità. 🙂

Le mappe mentali si prestano molto bene per questo scopo, perché aiutano le persone

  • individualmente, a chiarirsi le idee e a strutturarle
  • in commissioni/gruppi/staff, a confrontarsi e a dialogare
  • in team, a sviluppare le idee in progetti, a realizzarli, a rendicontarli.

Mappe mentali per il singolo o per il team

Se lo strumento “mappa mentale” è condiviso, questo è molto semplice da fare: nelle prassi di lavoro viene introdotta la mappa mentale come strumento di sviluppo e di rappresentazione delle idee, spiegando a tutti che la strutturazione e la condivisione sono ingredienti vincenti.

Se invece questa condivisione ancora è da venire, singoli partecipanti possono iniziare a lavorare con mappe mentali, nella consapevolezza che sono strumenti più orientati al processo di pensiero, che non alla descrizione precisa e rigorosa: una mappa mentale è utile quando aiuta a fare domande, più che nel descrivere in modo preciso e rigoroso concetti.

In questo senso, ti fornisco alcuni spunti partendo proprio dal tuo intento: avanzare una tua proposta di “come si governa una città”.

Per far questo puoi disegnare su carta alcune mappe mentali, con le quali individuare/formulare/caratterizzare ad esempio:

  • i punti principali del sistema valoriale
  • i temi cardine della proposta politica
  • i principali soggetti del territorio con i quali confrontarsi.

Mentre realizzi mappe mentali inizi a dare corpo al libero flusso delle idee, le intuizioni si chiariscono, certi nodi appaiono evidenti e diventa più semplice affrontarli.

Le mappe mentali sono strumenti creativi e per questo l’utilizzo dei colori e dei disegni è di fondamentale importanza per coglierne tutte le potenzialità.

Disegna dunque a mano, scarabocchia, abbozza, nella massima libertà.

Se poi ci prendi gusto, puoi rielaborarle in altre versioni; in tal caso cerca di non limitarti a fare la “bella copia”, ricorda che le mappe mentali che stai tracciando servono solo ed esclusivamente a te, per seguire il filo dei tuoi pensieri.

L’utilizzo delle tue mappe mentali

Fatto questo, si aprono due possibili strade:

  • presentare subito la tua idea, utilizzando le mappe mentali come fossero un canovaccio. In questo modo nella tua esposizione ti sentirai tranquilla, centrata, preparata, pronta al confronto anche con chi ha idee diverse dalla tua
  • riprendere ed elaborare gli spunti emersi nelle mappe mentali disegnate su carta, producendo mappe mentali digitali, che ti consentono di essere più espressiva e di scendere in maggior dettaglio. Queste mappe mentali digitali sarebbero tracce e materiali che si prestano bene ad essere condivisi e rielaborati nelle apposite commissioni, che di certo avrete costituito per organizzarvi.

Spero queste note possano esserti utili… fammi sapere cosa ne pensi.
A presto

Alberto

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Disegnare (anche le mappe) rende più intelligenti

(Tempo di lettura 2 minuti)

Un interessante articolo è stato pubblicato di recente sulla netzine dilei.it, dal titolo “Disegnare agisce sul cervello in questi 7 modi”.

Spesso il disegno è considerato solo espressione di capacità artistiche, sottovalutando il fatto che le aree cerebrali ad esso preposte vengono stimolate e nel tempo sviluppate.

Se è vero che esistono varie tecniche e modalità che consentono di mantenere attiva e creativa la nostra mente, trovo utile rimarcare che il disegno permette di ottenere questo risultato in modo molto semplice, naturale e alla portata di tutti.

Come indicato nell’articolo, non è questione di talento o di abilità particolari: il semplice esercizio del disegno comunque è un’ottima soluzione.

Le mappe mentali e il disegno

Le mappe mentali disegnate al pc certo sono molto versatili, poichè consentono di condividere idee e spunti con grande facilità e in molti formati.

L’utilizzo delle mappe disegnate a mano libera però è impareggiabile quando è necessario introdurre creatività nel proprio lavoro, oppure attingere pienamente alle risorse mentali profonde, ai ricordi, alle sensazioni più sottili.

Per questo disegnare mappe mentali su carta comporta tutti i vantaggi della strutturazione del pensiero, della sua rappresentazione, ma anche tutti i benefici del disegno a mano libera: stimola contemporaneamente

  • le funzioni logico-razionali, preposte alla descrizione testuale e alla strutturazione
  • le funzioni creative, attivate con il tratto a mano libera e con il colore.

La proposta

Se esiti a provare a realizzare la tua prima mappa mentale su carta, perché pensi di non essere capace di disegnare, prova a ri-prendere confidenza col disegno facendo piccoli elementi grafici stilizzati, come ad esempio:

  • una falce di luna, una stella, una stella cometa
  • un fiore, una foglia
  • una faccina sorridente, una faccina triste
  • un martello, una ruota, un libro

Ti accorgerai presto che disegnare non è così difficile, quando non si pretende di essere Leonardo da Vinci 🙂

Fammi sapere nei commenti oppure con un messaggio come è andata…. 😉

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Una mappa al posto dell’indirizzo postale

(Tempo di lettura 1min)

Il titolo dell’articolo “Islanda: una mappa al posto dell’indirizzo, la lettera arriva lo stesso” comparso su Repubblica.it qualche anno fa per me era troppo accattivante.

Nel leggerlo ho sorriso e ho subito pensato di condividerlo con voi, così come aveva fatto una cara amica con me.

E’ vero che l’Islanda conta in tutto 340’000 abitanti ma anche grandi distanze da coprire!

Cosa ci fosse scritto nella lettera non è dato saperlo, ma trovo davvero bello e molto poetico che sia giunta a destinazione grazie a una mappa disegnata al posto dell’indirizzo 🙂

Potremmo dire… Problem solving logistico efficace, realizzato mediante mappe 😀

Buone spedizioni a tutti!

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Broccoli (quasi) come Mappe mentali

(Tempo medio di lettura 1min)

Poco fa mia sorella ha suonato il mio campanello di casa, portandomi questo gioiello verde, appena colto nel nostro orto di famiglia. 🙂

Ancora un esempio di come la Natura possa manifestarsi strutturando, organizzando, disponendo.

Opera con ordine e regolarità; con saggezza impiega lo spazio e così fa giungere il nutrimento a ciascuno nella giusta misura, tanto per l’elemento più centrale, quanto a quelli intermedi, fino ai più periferici.

Oggi a pranzo in qualche modo cucinerò una mappa mentale 😀

Buon appetito a tutti! 🙂

P.S. se desideri saperne di più sulla connessione tra broccoli e mappe mentali, in privato o nei commenti, volentieri ti dirò la mia 😉

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Mappe mentali, “thinking routines” e “Make Learning and Thinking Visible” (parte 1)

(Tempo di lettura medio 2min)

(L’immagine è parte di una presentazione Prezi realizzata da Rachel Mainero)

Quella delle “thinking routine” è una metodologia sempre più diffusa, che sottende all’idea di un apprendimento efficace, innovativo, partecipativo e visuale.

Si tratta di un compendio di strumenti utili sia all’insegnante, sia allo studente, per approcciare varie situazioni in modo strutturato.

Il paradigma generale è quello del MLTV: Make Learning and Thinking Visible.

Poichè questo paradigma accomuna le Thinking routine alle mappe mentali, vorrei fare qualche considerazione su alcune di esse.

La routine “See / Think / Wonder”

La prima routine che prendo in considerazione è la “See / Think / Wonder” (nell’immagine in copertina è quella che si trova a ore 13, indicata con un occhio): una delle più conosciute e utilizzate.

Nell’utilizzare questo strumento, il docente sceglie un’immagine evocativa Leggi tutto “Mappe mentali, “thinking routines” e “Make Learning and Thinking Visible” (parte 1)”

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