Perché le mappe mentali sono utili nell’apprendimento

L’utilità delle mappe mentali nell’apprendimento è stato dimostrato tante volte e in tanti modi.

Quando poi si parla di memorizzazione, le mappe vengono proposte come la soluzione definitiva.

Anche se non è corretto dire che le mappe sono strumenti di memorizzazione, in effetti molti ricercatori hanno fatto studi su come apprendere meglio ed hanno dimostrato come il disegno di mappe (in particolare mappe mentali) può aiutare ad apprendere più velocemente e in modo più efficace.

Approfondirò questo concetto in un prossimo post ma voglio anticipare alcune considerazioni: Edgar Dale, già nel 1969, dimostrò che ricordiamo il 10% di ciò che leggiamo, il 20% di ciò che ascoltiamo, il 20% di ciò che vediamo, il 50% di ciò che vediamo e udiamo, il 70% di ciò che diciamo e il 90% di ciò che diciamo e facciamo.

Certo sono interessanti le percentuali, che fanno pensare a un “cono dell’apprendimento“, ma è ancor più importante notare come ci sono situazioni che evidentemente dànno risultati migliori di altre.

Possiamo notare infatti due sezioni:

  • apprendimento passivo, che ha un’efficacia bassissima e che richiede uno sforzo di studio importante
  • apprendimento attivo, che ha un’alta efficacia e che richiede un “impegno di tipo diverso”, nel quale a fare la differenza sono
    • la sensorialità e l’azione
    • il protagonismo e l’esperienza diretta.

La creazione di una mappa mentale è un modo molto semplice ed efficace per l’apprendimento attivo, che massimizza l’efficacia dell’impegno di studio.

Che sia un tuo pro-memoria, oppure quasi il canovaccio di una tua lezione, in ogni caso sarà l’esperienza della realizzazione ad aiutarti a fissare nella memoria i concetti e a richiamarli più facilmente quando necessario.

Provare per credere… fammi sapere come al solito nei commenti o con un messaggio privato!

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Le mappe concettuali e il metodo di studio nel film “Il campione” (2019)

(Tempo di lettura 1 min)

Finalmente è avvenuto! E’ stato annunciato un film nel quale le mappe (concettuali) sono un elemento caratterizzante sul set di un film .

Non sto scherzando, né esagerando: nel film “Il campione” i protagonisti sono il giovane calciatore Christian Ferro (interpretato da Andrea Carpenzano) e il suo docente e mentore Valerio Fioretti (impersonato da Stefano Accorsi) utilizzeranno mappe concettuali per affrontare il percorso di apprendimento del “Campione”.

In questa bella recensione su Repubblica.it, Arianna Finos descrive così la situazione che si crea “… il docente Stefano Accorsi vince l’indifferenza del suo allievo famoso, dal passato scolastico disastroso, scoprendo che Christian ha visione del gioco e talento per gli schemi. E così crea degli schemi – che sono poi le mappe concettuali che si usano oggi – per spiegare la Prima guerra mondiale e il resto della storia. In più il professore cerca e adopera il linguaggio del ragazzo e si ritroverà a imparare anche lui qualcosa di importante.“.

Trovo molto bello questo articolo, perché mette in evidenza che:

  • il mentore aiuta il giovane con la maieutica, facendo leva su una qualità che già possiede
  • l’esperienza condivisa consente a entrambe (e non solo al giovane) di apprendere e migliorare.

Considerato il soggetto e la trama del film, trovo che anche il brano “Special needs” dei Placebo sia proprio calzante

Buona visione a tutti!

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Fare mappe mentali insieme per risolvere problemi in classe

(Tempo medio di lettura 1min)

Nei miei corsi parlo sempre delle mappe mentali come di “strumenti per pensare”.

Che sia su un grande foglio bianco con i pennarelli, che sia su una lavagna con i gessetti, oppure una flip chart con i marker colorati, comunque disegnare una mappa mentale porta ordine nei pensieri e aiuta a sbrogliare la matassa delle idee.

Ogni volta invito tutti a provare: utilizzare le mappe mentali, oltre che individualmente, soprattutto insieme ad altri, per confrontarsi, trovare punti in comune, risolvere problemi e trovare soluzioni.

A tal proposito ti segnalo un bel caso d’uso, pubblicato sul profilo Instagram della community “Contiamoci”, che si occupa di riciclo e di buone pratiche ambientali, con iniziative sul territorio e nelle scuole.

La mappa mentale che trovate all’inizio di questa pagina è stata realizzata da un gruppo di studenti di una 3a media, per affrontare insieme il problema della raccolta differenziata in classe.

Mettere insieme tante esperienze, tanti punti di vista, tante idee non è mai semplice; ancor meno lo è con ragazzi così giovani, che certo saranno stati anche esuberanti… potrebbe sembrare un’impresa ma… come puoi vedere, con una mappa mentale è stato possibile: davvero un bel lavoro, per forma e sostanza! 🙂

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Usare le mappe mentali a 360° : Memorizzare, Ideare, Progettare

(Tempo di lettura 3min)

(Fonte Wikipedia)

Un’altra amica mi chiede informazioni via email sugli utilizzi delle mappe mentali. Le ho appena risposto in privato e condivido anche con voi i suggerimenti che le ho dato

… mi farebbe immenso piacere ricevere qualche consiglio mirato e dei casi d’uso. Mi piacerebbe continuare ad immagazzinare quante più notizie possibili ed essere in grado di schematizzarle ed avere la capacita di sviluppare strategie di problem solving, produrre appunti in modo efficace, sintetizzare idee e progetti ecc..Grazie …

In che modo le mappe mentali aiutano a memorizzare e a schematizzare

Ottimo! Le mappe ti saranno di grande aiuto in tal senso.

Un punto nodale del discorso è questo: certo ti sarà utile consultare mappe per acquisire concetti e per ricordare, ma ti sarà ancor più utile produrre tue mappe.

Quando crei una tua mappa:

  • poni l’attenzione sui concetti e fai delle scelte
  • sintetizzi i concetti e li rappresenti nel modo che ritieni utile.

Bene: mentre scegli e sintetizzi, già stai memorizzando, perchè stai rielaborando i concetti dal tuo punto di vista e in chiave personale.

Questo risultato lo ottieni anche producendo mappe concettuali, ma se crei una mappa mentale ottieni due altri risultati importanti:

  • ti è più semplice fare sintesi estreme, fino alla singola parola chiave, perchè la struttura è gerarchico-associativa e…
    • non richiede “parole legame” per connettere i concetti
    • l’interpretazione puoi darla subito con i rami “a monte”, oppure la svilupperai nei rami “a valle”
  • memorizzi in modo ancora più rapido e stabile, perchè utilizzi anche colori e immagini disegnate.

Certo all’inizio è necessario prendere dimestichezza con le tecniche, ma i risultati sono davvero molto evidenti.

Se poi la mappa mentale, invece che al pc, la disegni su carta, l’effetto è sorprendente.
🙂

Come le mappe mentali aiutano a ideare e a progettare

Come nell’eBook che ti ho inviato, anche nei miei corsi insisto molto sulle differenze tra mappe mentali e mappe concettuali: ciascuna tipologia ha sue peculiarità ed ambiti d’uso.

Per trarre il massimo dei benefici dalle mappe è importante utilizzarle in modo appropriato.

  • le mappe concettuali funzionano molto bene per descrivere, per chiarire, per documentare.
  • le mappe mentali sono invece formidabili per ideare, per creare, per mettere a fuoco.

Purtroppo molte pagine web fanno una grande confusione tra questi strumenti, anche perchè spesso si sovrappongono le tipologie di mappe ai software per crearle.

Anche libri pubblicati di recente continuano a mescolare le varie tipologie e questo non aiuta a capire se e quando usare le mappe mentali o le mappe concettuali.

Per sviluppare idee, soluzioni e progetti è necessario avere una mente allenata, capace di:

  • analizzare, ovvero di scomporre/scindere/separare/distinguere
  • connettere, ovvero di collegare/unire/avvicinare.

Con le mappe mentali eserciti la tua mente per acquisire (o ri-acquisire) queste capacità: sia quando disegni su carta mappe mentali, sia quando crei mappe mentali al pc, ti alleni a “generalizzare” e a “specificare”.
Questa “psico-plasticità” si ottiene senza fare training particolari e vale tanto per gli adulti, quanto per i giovani.

Ti porto un esempio concreto e immediato: avrai notato che questa stessa email è “strutturata” e presenta concetti con una articolazione molto chiara.
Senza troppo sforzo puoi immaginare

  • che dietro questa struttura c’è un pensiero organizzato e strutturato
  • ma anche che dietro questo pensiero organizzato e strutturato, c’è una mente che ha appreso a organizzare e strutturare.

A presto!
Alberto

La proposta

Prova anche tu a creare una mappa mentale, partendo dal testo riportato nei due paragrafi qui sopra: sarà un esercizio molto semplice, utile ed efficace, per vedere fino a che punto testo, mappa e pensiero sono collegati.

Provare per credere e… attendo commenti qui sotto, oppure via email 🙂

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Mappe mentali: un’intervista per conoscere e utilizzare pienamente le loro potenzialità

(Tempo di lettura 2min)

La blogger Emanuela Dottorini si definisce “donna, moglie, madre e blogger con studi classici e formazione giuridica, eclettica per natura e per destino, “nerd” quanto basta“.

Non c’era bisogno di una conferma per questa sua presentazione ma, in linea con questa sua impostazione, di recente mi ha intervistato per parlare delle mappe mentali e dei loro utilizzi 🙂

Quello tra me ed Emanuela è stato un bel dialogo a distanza nel quale, parlando di mappe mentali, ho posto l’accento su “aspetti meno comuni”: in tanti stanno scrivendo e presentando questa tecnica e ci tenevo a mettere in risalto alcune peculiarità del mio approccio, che deriva da anni di esperienza nell’insegnamento in ambiti molto vari.

Ne è venuto fuori un bel post, dal titolo “UN REGALO INSOLITO: UN LIBRO PER ORGANIZZARE IL TUO PENSIERO!”, nel quale Emanuela ha aggiunto il consiglio per gli acquisti natalizi al mio libro “Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero” 🙂

Lo troverai pubblicato sia nella pagina di MyCultureInBlog,  sia nella pagina Facebook.

Buona lettura!

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Mappe mentali, “thinking routines” e “Make Learning and Thinking Visible” (parte 1)

(Tempo di lettura medio 2min)

(L’immagine è parte di una presentazione Prezi realizzata da Rachel Mainero)

Quella delle “thinking routine” è una metodologia sempre più diffusa, che sottende all’idea di un apprendimento efficace, innovativo, partecipativo e visuale.

Si tratta di un compendio di strumenti utili sia all’insegnante, sia allo studente, per approcciare varie situazioni in modo strutturato.

Il paradigma generale è quello del MLTV: Make Learning and Thinking Visible.

Poichè questo paradigma accomuna le Thinking routine alle mappe mentali, vorrei fare qualche considerazione su alcune di esse.

La routine “See / Think / Wonder”

La prima routine che prendo in considerazione è la “See / Think / Wonder” (nell’immagine in copertina è quella che si trova a ore 13, indicata con un occhio): una delle più conosciute e utilizzate.

Nell’utilizzare questo strumento, il docente sceglie un’immagine evocativa Leggi tutto “Mappe mentali, “thinking routines” e “Make Learning and Thinking Visible” (parte 1)”

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Cercando le parole si trovano i pensieri

(Tempo di lettura medio 2 minuti)

Ho trovato molto interessante questo articolo, dal titolo La Mappa delle Parole Belle nel … paese delle attività, scritto da Carla Colussi su Occhiovolante.

Parla di una bella l’iniziativa, che stimola l’immaginazione e i buoni propositi: di questi tempi credo ce ne sia un gran bisogno.

Prendendo spunto dal lavoro dell’illustratrice Sara Vincetti, il post presenta alcuni format per realizzare esperienze con bambini e ragazzi: una via di mezzo tra la narrazione, il gioco, la progettualità condivisa, per lo sviluppo della consapevolezza e di competenze trasversali e relazionali.

Sintetizzo il concetto Leggi tutto “Cercando le parole si trovano i pensieri”

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Le mappe per esercitare la memoria e l’intelligenza (malgrado internet)

(tempo di lettura medio 2.5min)

Ultimamente sarà capitato anche a te di leggere articoli allarmanti che parlano del legame tra internet e vari disturbi cognitivi e comportamentali.

Ad esempio:

  • deficit di memoria a breve e medio termine
  • irritabilità ed eccitabilità
  • difficoltà di concetrazione e di focalizzazione
  • difficoltà di organizzazione del tempo e delle attività
  • difficoltà a elaborare un pensiero profondo.

Questi sono solo alcuni esempi tra gli “effetti collaterali” causati dall’abuso delle nuove tecnologie e in particolare del web.
Un testo che affronta in modo pacato, serio e rigoroso queste tesi è “Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello“, di Nicholas Carr, ripubblicato di recente da Raffaello Cortina Editore.
Benché il titolo non sia molto felice, l’ho trovato davvero ricco di spunti intelligenti, alcuni dei quali possono essere collegati con l’uso delle mappe.

La rete sta modificando la nostra capacità di pensare?

Internet rappresenta uno strumento formidabile per conoscere e per apprendere, sia per la quantità di informazioni che ci mette a disposizione, sia per la varietà dei formati con i quali ce le fornisce, sia per i tool con i quali effettuare le ricerche.
Questa ricchezza però spesso di trasforma in ridondanza, gli stimoli cui veniamo esposti sono troppi e la nostra navigazione si orienta più alla selezione che alla comprensione: la nostra non è più una consultazione, ma una “visione distratta di elementi sullo schermo”.

Con il passare del tempo la nostra mente si impigrisce e rischia di conformarsi a questa modalità: cercando poche informazioni rilevanti tra una mole di dati irrilevanti, smettiamo di esercitare le nostre capacità di memorizzazione, di riflessione, di immaginazione. La nostra mente si abitua Leggi tutto “Le mappe per esercitare la memoria e l’intelligenza (malgrado internet)”

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Un corso di storytelling con una mappa mentale

(Tempo di lettura medio 2min)

Sicuramente avrai sentito parlare molte volte di storytelling.
Ti propongo su questo argomento due contributi molto interessanti, prodotti nel blog AulaBlog di Giancarlo Marini

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