Un messaggio non solo per studenti e insegnanti (#Covid-19 tocca tutti)

(Tempo di lettura 1min)

Questo video mi è stato girato attraverso un sms da una cara Amica.

Il suo messaggio certo è rivolto direttamente agli studenti e agli insegnanti, ma… credo valga per tutti noi, in questo passaggio così delicato per l’intero pianeta.

Ho apprezzato molto il linguaggio chiaro, diretto, esplicito, senza retorica; ho apprezzato anche il collegamento tra ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà.

Spero lo apprezzerai anche tu…

#covid-19 #scuola #studenti # insegnanti # docenti #apprendimento #FOL #FAD #mappementali #mappeconcettuali

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Mappe mentali, mappe concettuali e memoria

(Tempo di lettura 2min)

Labirinto - Memoria - Mappe mentali

E’ esperienza quotidiana che, in qualche modo, le mappe ci aiutano a ricordare: la visualizzazione dei concetti e dei rispettivi legami, la memoria visuale che permette di ricordare quanto abbiamo visto, la possibilità di annotare virtualmente tutto in qualsiasi momento… già sarebbero ausili importanti per la nostra memoria.

Per altro già Cicerone, con la sua tecnica dei “loci”, insegnava a memorizzare i concetti immaginando di collocarli in spazi fisici (parlava delle stanze domestiche), tra i quali poi “muoversi liberamente” per recuperarli.

Questo articolo però svela di più: una ricerca scientifica che conferma lo stretto legame tra mappe e memoria e ce ne spiega le ragioni.

L’evidenza scientifica

L’esperimento è stato compiuto nei laboratori di Neuroimmagini funzionali del CIMeC – Centro interdipartimentale mente/cervello dell’Università di Trento, mediante risonanza magnetica.

I ricercatori Simone Viganò e Manuela Piazza hanno dimostrato che il nostro cervello, quando deve ricordare qualcosa, si muove in “spazi mentali” utilizzando modalità e circuiti cerebrali simili a quelli che utilizza nell’orientamento in spazi fisici.

Lo studio ha importanti risvolti, sia per la comprensione dei meccanismi dell’apprendimento, sia per lo sviluppo di terapie con malattie degenerative quali l’Alzheimer: è per questo che l’orientamento, il posizionamento e la visualizzazione consentono di esercitare e tenere in forma la memoria, e possono essere utilizzati per contrastare malattie degenerative.

Le mappe e la memoria

Quando disponi sul foglio i concetti mediante una mappa mentale (in modo radiale), oppure li colleghi nel reticolo di una mappa concettuale, puoi muoverti in uno “spazio mentale”.

Ciò significa che costruire mappe mentali e mappe concettuali aiuta la tua memoria in tre modi:

  • nel fissare il ricordo in modo efficace
  • nel richiamare i concetti quando necessari
  • nell’esercitare e sviluppare la tua memoria, perché potenzi le facoltà cerebrali del ricordo.

Sono ottimi motivi per iniziare a costruire le tue mappe, non trovi?

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Una mappa mentale per il public speaking

(Tempo di lettura 3min circa)

Dopo la partecipazione al Festival della Complessità del 21 Giugno 2019, forse avrai letto il post, nel quale ho descritto il “Format SeiX6” ideato dall’amico Dott. Ubaldo Sagripanti e nel quale ho linkato i video del mio intervento sulle mappe mentali e quello dei miei cinque “compagni di avventura”.

In quell’occasione avevo promesso di pubblicare la mappa mentale che avevo disegnato per prepararmi.

Bene: è arrivato il momento di mostrarla, come esempio d’uso delle mappe mentali nel public speaking.

La mappa mentale per preparare il public speaking

Spesso nei miei corsi mi viene chiesto “In che modo posso utilizzare le mappe mentali per il public speaking? Non posso leggerla e, anche lo facessi, leggendo perderei spontaneità!”.

La risposta a questa domanda sta nel fatto che non devi usare la mappa mentale come canovaccio da seguire, ma come strumento col quale prepararti.

Con una mappa mentale infatti puoi:

  • fare mente locale sugli argomenti che vorrai trattare, scegliendoli e declinandoli nei sotto-argomenti
  • fissare più facilmente alla memoria i punti salienti che presenterai
  • acquisire tranquillità , avendo sotto controllo sia i contenuti, sia la traccia dell’esposizione.

In questo modo potrai tracciare un filo del discorso con serenità, sapendo che non perderai la freschezza e la fluidità.

La mappa mentale che ho seguito nel mio intervento

Come puoi immaginare, oltre a individuare contenuti in linea con il tema del festival, dovevo presentarli con disinvoltura per suscitare l’interesse del pubblico.

Al contempo dovevo rispettare tassativamente il “Format SeiX6”: ciascun relatore aveva a disposizione al massimo 6 minuti.

Per affrontare con serenità questa sfida, ho disegnato molto velocemente una prima mappa mentale, con la quale ho messo a fuoco vari temi che avrei potuto trattare.

In un secondo momento su quella mappa ho compiuto una rifinitura e disegnato una nuova mappa mentale, lavorando sia per selezione, sia per estensione:

  1. ho scelto pochi temi fondamentali, scartandone altri che ho considerato meno pertinenti per il mio intervento
  2. ho individuato altri argomenti, che inizialmente mi erano sfuggiti, ma che sarebbero stati necessari per integrare quelli scelti
  3. ho approfondito quel tanto che era necessario ciascuno spunto.

Procedendo per gradi dunque ho potuto completare in pochissimo tempo un quadro completo, coerente e sintetico.

La mappa mentale che si intravvede nel video

Se fai caso, all’inizio del mio intervento, ho in mano un foglietto: c’era disegnata questa mappa mentale.

Un attimo prima della registrazione, consultandola ho potuto fare mente locale, riconnettere le idee che avevo avuto e prepararmi a esporle.

Visualizzando questa mappa mentale potrai seguire la traccia che mentalmente ho percorso durante il mio intervento video.

Mappa mentale - Alberto Scocco - Intervento Festival della Complessità 2019

Attendo tue domande oppure osservazioni, nei commenti oppure come al solito in privato

N.B. Tutti i diritti di riutilizzo di questo materiale sono riservati all’autore in tutte le forme

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Perché le mappe mentali sono utili nell’apprendimento

L’utilità delle mappe mentali nell’apprendimento è stato dimostrato tante volte e in tanti modi.

Quando poi si parla di memorizzazione, le mappe vengono proposte come la soluzione definitiva.

Anche se non è corretto dire che le mappe sono strumenti di memorizzazione, in effetti molti ricercatori hanno fatto studi su come apprendere meglio ed hanno dimostrato come il disegno di mappe (in particolare mappe mentali) può aiutare ad apprendere più velocemente e in modo più efficace.

Approfondirò questo concetto in un prossimo post ma voglio anticipare alcune considerazioni: Edgar Dale, già nel 1969, dimostrò che ricordiamo il 10% di ciò che leggiamo, il 20% di ciò che ascoltiamo, il 20% di ciò che vediamo, il 50% di ciò che vediamo e udiamo, il 70% di ciò che diciamo e il 90% di ciò che diciamo e facciamo.

Certo sono interessanti le percentuali, che fanno pensare a un “cono dell’apprendimento“, ma è ancor più importante notare come ci sono situazioni che evidentemente dànno risultati migliori di altre.

Possiamo notare infatti due sezioni:

  • apprendimento passivo, che ha un’efficacia bassissima e che richiede uno sforzo di studio importante
  • apprendimento attivo, che ha un’alta efficacia e che richiede un “impegno di tipo diverso”, nel quale a fare la differenza sono
    • la sensorialità e l’azione
    • il protagonismo e l’esperienza diretta.

La creazione di una mappa mentale è un modo molto semplice ed efficace per l’apprendimento attivo, che massimizza l’efficacia dell’impegno di studio.

Che sia un tuo pro-memoria, oppure quasi il canovaccio di una tua lezione, in ogni caso sarà l’esperienza della realizzazione ad aiutarti a fissare nella memoria i concetti e a richiamarli più facilmente quando necessario.

Provare per credere… fammi sapere come al solito nei commenti o con un messaggio privato!

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Le mappe concettuali e il metodo di studio nel film “Il campione” (2019)

(Tempo di lettura 1 min)

Finalmente è avvenuto! E’ stato annunciato un film nel quale le mappe (concettuali) sono un elemento caratterizzante sul set di un film .

Non sto scherzando, né esagerando: nel film “Il campione” i protagonisti sono il giovane calciatore Christian Ferro (interpretato da Andrea Carpenzano) e il suo docente e mentore Valerio Fioretti (impersonato da Stefano Accorsi) utilizzeranno mappe concettuali per affrontare il percorso di apprendimento del “Campione”.

In questa bella recensione su Repubblica.it, Arianna Finos descrive così la situazione che si crea “… il docente Stefano Accorsi vince l’indifferenza del suo allievo famoso, dal passato scolastico disastroso, scoprendo che Christian ha visione del gioco e talento per gli schemi. E così crea degli schemi – che sono poi le mappe concettuali che si usano oggi – per spiegare la Prima guerra mondiale e il resto della storia. In più il professore cerca e adopera il linguaggio del ragazzo e si ritroverà a imparare anche lui qualcosa di importante.“.

Trovo molto bello questo articolo, perché mette in evidenza che:

  • il mentore aiuta il giovane con la maieutica, facendo leva su una qualità che già possiede
  • l’esperienza condivisa consente a entrambe (e non solo al giovane) di apprendere e migliorare.

Considerato il soggetto e la trama del film, trovo che anche il brano “Special needs” dei Placebo sia proprio calzante

Buona visione a tutti!

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Fare mappe mentali insieme per risolvere problemi in classe

(Tempo medio di lettura 1min)

Nei miei corsi parlo sempre delle mappe mentali come di “strumenti per pensare”.

Che sia su un grande foglio bianco con i pennarelli, che sia su una lavagna con i gessetti, oppure una flip chart con i marker colorati, comunque disegnare una mappa mentale porta ordine nei pensieri e aiuta a sbrogliare la matassa delle idee.

Ogni volta invito tutti a provare: utilizzare le mappe mentali, oltre che individualmente, soprattutto insieme ad altri, per confrontarsi, trovare punti in comune, risolvere problemi e trovare soluzioni.

A tal proposito ti segnalo un bel caso d’uso, pubblicato sul profilo Instagram della community “Contiamoci”, che si occupa di riciclo e di buone pratiche ambientali, con iniziative sul territorio e nelle scuole.

La mappa mentale che trovate all’inizio di questa pagina è stata realizzata da un gruppo di studenti di una 3a media, per affrontare insieme il problema della raccolta differenziata in classe.

Mettere insieme tante esperienze, tanti punti di vista, tante idee non è mai semplice; ancor meno lo è con ragazzi così giovani, che certo saranno stati anche esuberanti… potrebbe sembrare un’impresa ma… come puoi vedere, con una mappa mentale è stato possibile: davvero un bel lavoro, per forma e sostanza! 🙂

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Usare le mappe mentali a 360° : Memorizzare, Ideare, Progettare

(Tempo di lettura 3min circa)

(Fonte Wikipedia)

Un’altra amica mi chiede informazioni via email sugli utilizzi delle mappe mentali. Le ho appena risposto in privato e condivido anche con voi i suggerimenti che le ho dato

… mi farebbe immenso piacere ricevere qualche consiglio mirato e dei casi d’uso. Mi piacerebbe continuare ad immagazzinare quante più notizie possibili ed essere in grado di schematizzarle ed avere la capacita di sviluppare strategie di problem solving, produrre appunti in modo efficace, sintetizzare idee e progetti ecc..Grazie …

In che modo le mappe mentali aiutano a memorizzare e a schematizzare

Ottimo! Le mappe ti saranno di grande aiuto in tal senso.

Un punto nodale del discorso è questo: certo ti sarà utile consultare mappe per acquisire concetti e per ricordare, ma ti sarà ancor più utile produrre tue mappe.

Quando crei una tua mappa:

  • poni l’attenzione sui concetti e fai delle scelte
  • sintetizzi i concetti e li rappresenti nel modo che ritieni utile.

Bene: mentre scegli e sintetizzi, già stai memorizzando, perchè stai rielaborando i concetti dal tuo punto di vista e in chiave personale.

Questo risultato lo ottieni anche producendo mappe concettuali, ma se crei una mappa mentale ottieni due altri risultati importanti:

  • ti è più semplice fare sintesi estreme, fino alla singola parola chiave, perchè la struttura è gerarchico-associativa e…
    • non richiede “parole legame” per connettere i concetti
    • l’interpretazione puoi darla subito con i rami “a monte”, oppure la svilupperai nei rami “a valle”
  • memorizzi in modo ancora più rapido e stabile, perchè utilizzi anche colori e immagini disegnate.

Certo all’inizio è necessario prendere dimestichezza con le tecniche, ma i risultati sono davvero molto evidenti.

Se poi la mappa mentale, invece che al pc, la disegni su carta, l’effetto è sorprendente.
🙂

Come le mappe mentali aiutano a ideare e a progettare

Come nell’eBook che ti ho inviato, anche nei miei corsi insisto molto sulle differenze tra mappe mentali e mappe concettuali: ciascuna tipologia ha sue peculiarità ed ambiti d’uso.

Per trarre il massimo dei benefici dalle mappe è importante utilizzarle in modo appropriato.

  • le mappe concettuali funzionano molto bene per descrivere, per chiarire, per documentare.
  • le mappe mentali sono invece formidabili per ideare, per creare, per mettere a fuoco.

Purtroppo molte pagine web fanno una grande confusione tra questi strumenti, anche perchè spesso si sovrappongono le tipologie di mappe ai software per crearle.

Anche libri pubblicati di recente continuano a mescolare le varie tipologie e questo non aiuta a capire se e quando usare le mappe mentali o le mappe concettuali.

Per sviluppare idee, soluzioni e progetti è necessario avere una mente allenata, capace di:

  • analizzare, ovvero di scomporre/scindere/separare/distinguere
  • connettere, ovvero di collegare/unire/avvicinare.

Con le mappe mentali eserciti la tua mente per acquisire (o ri-acquisire) queste capacità: sia quando disegni su carta mappe mentali, sia quando crei mappe mentali al pc, ti alleni a “generalizzare” e a “specificare”.
Questa “psico-plasticità” si ottiene senza fare training particolari e vale tanto per gli adulti, quanto per i giovani.

Ti porto un esempio concreto e immediato: avrai notato che questa stessa email è “strutturata” e presenta concetti con una articolazione molto chiara.
Senza troppo sforzo puoi immaginare

  • che dietro questa struttura c’è un pensiero organizzato e strutturato
  • ma anche che dietro questo pensiero organizzato e strutturato, c’è una mente che ha appreso a organizzare e strutturare.

La proposta

Prova anche tu a creare una mappa mentale, partendo dal testo riportato nei due paragrafi qui sopra: sarà un esercizio molto semplice, utile ed efficace, per vedere fino a che punto testo, mappa e pensiero sono collegati.

Provare per credere e… attendo commenti qui sotto, oppure via email 🙂

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Mappe mentali: un’intervista per conoscere e utilizzare pienamente le loro potenzialità

(Tempo di lettura 2min)

La blogger Emanuela Dottorini si definisce “donna, moglie, madre e blogger con studi classici e formazione giuridica, eclettica per natura e per destino, “nerd” quanto basta“.

Non c’era bisogno di una conferma per questa sua presentazione ma, in linea con questa sua impostazione, di recente mi ha intervistato per parlare delle mappe mentali e dei loro utilizzi 🙂

Quello tra me ed Emanuela è stato un bel dialogo a distanza nel quale, parlando di mappe mentali, ho posto l’accento su “aspetti meno comuni”: in tanti stanno scrivendo e presentando questa tecnica e ci tenevo a mettere in risalto alcune peculiarità del mio approccio, che deriva da anni di esperienza nell’insegnamento in ambiti molto vari.

Ne è venuto fuori un bel post, dal titolo “UN REGALO INSOLITO: UN LIBRO PER ORGANIZZARE IL TUO PENSIERO!”, nel quale Emanuela ha aggiunto il consiglio per gli acquisti natalizi al mio libro “Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero” 🙂

Lo troverai pubblicato sia nella pagina di MyCultureInBlog,  sia nella pagina Facebook.

Buona lettura!

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Mappe mentali, “thinking routines” e “Make Learning and Thinking Visible” (parte 1)

(Tempo di lettura medio 2min)

(L’immagine è parte di una presentazione Prezi realizzata da Rachel Mainero)

Quella delle “thinking routine” è una metodologia sempre più diffusa, che sottende all’idea di un apprendimento efficace, innovativo, partecipativo e visuale.

Si tratta di un compendio di strumenti utili sia all’insegnante, sia allo studente, per approcciare varie situazioni in modo strutturato.

Il paradigma generale è quello del MLTV: Make Learning and Thinking Visible.

Poichè questo paradigma accomuna le Thinking routine alle mappe mentali, vorrei fare qualche considerazione su alcune di esse.

La routine “See / Think / Wonder”

La prima routine che prendo in considerazione è la “See / Think / Wonder” (nell’immagine in copertina è quella che si trova a ore 13, indicata con un occhio): una delle più conosciute e utilizzate.

Nell’utilizzare questo strumento, il docente sceglie un’immagine evocativa Leggi tutto “Mappe mentali, “thinking routines” e “Make Learning and Thinking Visible” (parte 1)”

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