Le mappe mentali: come condividerle e… cosa c’entra la Guernica di Picasso?

(Tempo di lettura 2min)
Mappe mentali e Guernica - Il potere dell'evocatività

Nel mio ultimo corso sulle mappe mentali e sul visual thinking un partecipante mi ha chiesto “Alberto, a me piace molto disegnare mappe mentali: ho imparato a crearle, le trovo divertenti, vedo che mi aiutano a chiarire le idee, a svilupparle in un attimo, ma… non riesco a utilizzarle con altri: quando le mostro, le trovano incomprensibili! Forse le disegno in modo sbagliato? Come posso migliorare?

Quando mi vengono fatte domande simili, spesso parlo della Guernica di Picasso, per far capire come una mappa grafica possa veicolare un messaggio importante e utile, anche quando non ha una precisa struttura.

Cosa avviene nella mente di chi consulta una mappa mentale

Spesso si pensa che le mappe servano solo “per spiegare” e che quindi debbano sempre “dare risposte”, ma… in certe occasioni è molto più importante che una mappa mentale aiuti a fare domande, a entrare in contatto col pensiero dell’autore, per sviluppare una propria idea personale.

Tornando alla Guernica, certo non possiamo sapere con precisione assoluta cosa passava per la mente di Picasso mentre la dipingeva, ma possiamo essere certi che non intendeva descrivere in modo chiaro, preciso e rigoroso dei concetti: in tal caso, infatti, avrebbe utilizzato del testo per scrivere un romanzo, un saggio, oppure un articolo su un giornale.

L’obiettivo di Picasso non era codificare un messaggio e neanche di comunicare, ma… trasmettere un sentimento e rendere partecipe lo spettatore, attraverso l’evocazione.

Per questo ha scelto un’altra soluzione: provocare, coinvolgere, usando immagini che suscitassero domande e che inducessero a cercare risposte personali.

Questo video trovo sia molto utile per capire cosa intendo:

Per creare mappe mentali bisogna essere artisti o abili disegnatori?

La risposta ovviamente è no e… la domanda è solo provocatoria!

Il punto è: a che scopo crei una mappa mentale?

Se ti serve per comunicare, per descrivere, per chiarire, dovrai disegnare mappe mentali curando l’espressività, mettendoti nei panni di chi la consulterà, affinché possa comprendere i legami tra gli elementi principali e quelli di dettaglio.

Se invece ti serve per attivare un dialogo con il tuo interlocutore, per scuoterlo e aiutarlo a farti domande, è possibile che una mappa mentale “troppo chiara e rigorosa” non sia di aiuto, e che sia preferibile una mappa più “vaga ed artistica”.

Rispondendo alla domanda iniziale del mio corsista, potrei dire che

  • non esistono mappe “sbagliate”, perché tutte ti sono utili per chiarire le idee
  • il segreto per migliorare nel disegno di mappe mentali è uno solo: di volta in volta  scegliere la modalità più adatta a seconda dell’obiettivo che desideri raggiungere.

Su questi punti insisto molto nei miei corsi, perché sono concetti che stanno alla base del mapping e che permettono di utilizzarlo al 100%.

Vuoi saperne di più?

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Software online per disegnare mappe mentali – 10 criticità da conoscere prima di sceglierli

(tempo di lettura 3min)

(immagine da Pixbay)

In questo post ti ho già parlato dei 10 vantaggi che caratterizzano gli strumenti online per creare mappe mentali digitali.

Per fare una scelta consapevole devi tener conto anche dei problemi che queste soluzioni possono presentare, soprattutto se vuoi utilizzarle in contesti professionali o aziendali.

Ti suggerisco una verifica preventiva di eventuali colli di bottiglia, seguendo questi 10 punti.

1. Gestione di uno storico di mappe

Se possiedi un archivio di mappe mentali digitali realizzate con un altro strumento, l’utilizzo con una soluzione web-based potrebbe non essere agevole.

Potresti trovare infatti problemi sia in termini di conversione dal vecchio formato al nuovo formato, sia di collegamento mediante link tra documenti o mappe diverse.

2. Riutilizzo della galleria di mappe

In pratica si tratta del problema contrario rispetto alla gestione dello storico: una volta realizzata una galleria di mappe mentali digitali sul server remoto, potrebbe non essere affatto agevole (oppure essere impossibile) scaricarle per riutilizzarle con un’altra soluzione di mapping.

3. Limitazioni nelle funzioni di import/export

Le funzioni di importazione e di esportazione verso altri formati sono sempre il tallone di Achille dei software, ma questo problema con le applicazioni online si presenta in modo strutturale poiché, tra l’altro, i file risiedono sul server remoto.

Le conversioni di formato sono spesso limitate ai formati principali (ad es. Freemind o MindManager) e alle modalità usuali (ad es. Immagine, Struttura XML, Testo DOC).

4. Affidabilità della connessione remota

la fruibilità dell’applicazione online dipende strettamente dalla bontà della connessione dati, sia verso l’esterno, sia all’interno della propria rete locale.

Se intendi utilizzare le mappe in remoto devi tener conto anche di questo fatto e delle diverse prestazioni nelle varie  connessioni: la caduta della connessione nella migliore delle ipotesi comporta un ritardo nel salvataggio della mappa, nel peggiore dei casi porta alla perdita della mappa stessa.

5. Limitazioni nella connettività della rete

In alcune reti il traffico dati potrebbe essere bloccato o rallentato per ragioni di sicurezza da/verso alcune tipologie di applicazioni web-based.

Alcuni filtri sulle porte del firewall aziendale o alcuni controlli dell’antivirus potrebbero impedire il funzionamento dell’applicazione online.

6. Policy per la riservatezza dei dati

In un’applicazione online le elaborazioni avvengono sempre su un server che è di proprietà di terzi e solo raramente i file non sono memorizzati in remoto sul cloud.

Se nella tua realtà aziendale è importante avere il controllo completo delle elaborazioni e dei file, questa caratteristica potrebbe violare le politiche sulla riservatezza delle informazioni.

7. Acquisizione di nuove soluzioni

In alcune realtà potrebbero essere già presenti nella dotazione aziendale delle soluzioni preposte al disegno di mappe e rappresentazioni grafiche.

In questi casi è importante verificare se l’acquisizione di altre soluzioni è possibile, o se ci sono vincoli aziendali sull’integrazione delle dotazioni ICT.

8. Estensione dell’accesso e degli account

Per sistematizzare la collaborazione all’interno di un team di lavoro è necessario prevedere l’acquisto di un account per ciascun membro.

Questo fatto viene spesso sottovalutato anche per le soluzioni off-line e va tenuto in conto, soprattutto se si prevede un utilizzo sistematico ed esteso delle mappe mentali digitali.

9. Difficoltà di stampa

La stampa delle mappe mentali digitali spesso è macchinosa anche nelle soluzioni off-line, ma stampare con un’applicazione web-based può essere particolarmente complicato.

In genere si ricorre a una esportazione, in formato PDF/JPEG/PNG, per poi stampare mediante un’altra applicazione installata off-line.

10. Limitazione nell’integrazione con altri strumenti

Anche semplici operazioni come il taglia/copia/incolla da un’applicazione all’altra, che sono assolutamente normali utilizzando soluzioni software off-line, potrebbero essere molto limitate o del tutto impossibili.

E’ il caso di oggetti grafici o di testo copiati da suite quali MS Office, Libre Office o WPS Office, che possiedono un formato proprietario e che potrebbero presentare delle incompatibilità con l’applicazione web-based.

Considerazioni finali

Mentre per un tuo utilizzo individuale i problemi possono essere limitati e un test può essere compiuto con leggerezza tenendo conto dei vantaggi indicati nel precedente post , nel caso tu stia valutando una soluzione aziendale sarà importate tener conto di questi fattori, per evitare spiacevoli sorprese in un secondo momento.

La lista qui sopra puoi dunque considerarla come una check list, che ti guida nell’individuazione delle criticità.

Fammi sapere con un commento o con un messaggio se questo post ti è stato utile: se hai domande, ben vengano!

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La mia idea di mappe mentali al Festival della Complessità 2019

(Tempo di lettura: 2min circa)
Il Festival della complessità è una “iniziativa itinerante” che si svolge in varie location a livello nazionale.

In ciascun incontro viene scelta una modalità e una particolare declinazione, per fare divulgazione sul tema generale della complessità e degli strumenti che permettono di affrontarla: così facendo è possibile dare punti di vista e prospettive ricche e complementari, utili ai giorni nostri e nel mondo che viviamo.

Per ogni edizione a ciascun organizzatore viene data grande libertà e già lo scorso anno lo stimato psichiatra, regista, autore, divulgatore e amico Dr.Ubaldo Sagripanti aveva proposto una serata molto interessante, intrecciando scienza e arte.

La proposta

Quando Ubaldo ad Aprile mi ha parlato dell’edizione 2019 e del suo format innovativo  SEIx6, mi ha convinto subito: un incontro pubblico, presso una galleria d’arte, con 6 relazioni senza contraddittorio di 6 minuti, nelle quali ciascun esperto avrebbe dovuto parlare del modo in cui i temi del pensiero e della complessità hanno influito su percorsi professionali ed esistenziali.

Sono stato onorato di portare il mio contributo in un contesto così qualificato.

Il mio intervento

6 minuti sono pochissimi e dopo l’entusiasmo iniziale mi sono chiesto: come impostare il discorso? Quali temi affrontare? In che modo renderli immediatamente fruibili, oltre che intriganti?

Come ho trovato risposte a queste domande?

Ho disegnato una prima mappa mentale su carta, per far emergere e chiarire le idee!

Successivamente ho disegnato un’altra mappa mentale su carta per prepararmi all’intervento: in 20 minuti ero pronto .

In un prossimo post presenterò e commenterò queste due mappe.
Qui sotto invece trovi il video completo del nostro SEIx6

  • la presentazione istituzionale del Festival della complessità 2019
  • la descrizione dell’iniziativa del format SEIx6 curata dal Dr. Ubaldo Sagripanti – Min 1.58
  • le singole relazioni:
    1. Lorena Patacchini (Esperta in formazione) – Min 7.50
    2. Alberto Scocco (Facilitatore di apprendimento organizzativo) – Min 13.47
    3. Maurizio Cicalè (Maestro del fumetto italiano e Disegnatore) – Min 20.16
    4. Ubaldo Sagripanti (Psichiatra, Regista, Autore, Divulgatore) – Min 26.15
    5. Maurizio Boldrini (Regista e Docente) – Min 32.07
    6. Angelo Canaletti (Ingegnere informatico e Scrittore) – Min 39.43

Link e riferimenti utili:
Sito ufficiale del Festival della complessità
Sito di 20 centesimi di psichiatria curato dal Dr. Ubaldo Sagripanti
Pagina Facebook della galleria d’arte MayDay che ha gentilmente ospitato l’iniziativa

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Software online per disegnare mappe mentali – 10 buoni motivi per sceglierli

(tempo di lettura: 3min circa)

Se stai cercando un software per creare mappe mentali digitali efficace e poco costoso, una valida soluzionepotrebbero essere le “app web-based“.

Grazie all’avvento della tecnologia HTML 5, i più recenti software online sono ben progettati e facili da usare, tanto che alcuni tool attivabili nel tuo browser hanno quasi tutte le funzionalità dei loro concorrenti installati su desktop.

Qui sotto trovi 10 pregi dei software online per creare mappe mentali digitali:

1. Accessibilità al tuo archivio di mappe

Quando crei una mappa mentale digitale con uno “strumento web-based”, il file sarà memorizzato su un server online.

Ciò significa che potrai accedere alla mappa mentale che avrai creato da qualunque posizione con dispositivi connessi a Internet (inclusi tablet e smartphone).

2. Funzionalità disponibili

Un tempo le applicazioni web-based per disegnare mappe mentali erano davvero rudimentali: la grafica permetteva di creare solo rami dritti e limitava la loro disposizione, imponevano l’uso di pochi colori e non consentiva di inserire liberamente immagini, non erano presenti funzionalità per la gestione delle attività oppure per la presentazione.

Inoltre alcune soluzioni erano realizzate con tecnologia Flash, che presentava importanti problemi di sicurezza e che per questo spesso era bloccata nei browser aziendali.

La tecnologia HTML 5, utilizzata al posto di quella Flash, ha permesso di risolvere in modo molto efficace questi problemi e i software online sono al contempo eleganti, potenti e semplici da utilizzare.

3. Integrazione con altri servizi realizzati come “software-as-a-service” (SaaS)

I software online dialogano facilmente con Google Images, Google Docs, Evernote e Dropbox.

Considerando che molti documenti ed elementi che inserirai nelle mappe mentali digitali proverranno da sorgenti online, questo aspetto potrà essere molto vantaggioso.

4. Sostenibilità economica

Le applicazioni Web-based hanno un costo di accesso e di possesso molto minore rispetto alle soluzioni da installare su desktop.

Per questo, se non hai mai utilizzato un software per disegnare mappe mentali digitali, può essere una buona soluzione per iniziare a farlo con un basso investimento: se ti troverai bene, potrai valutare se continuare a utilizzare la soluzione web-based con un abbonamento di pochi Euro/mese, oppure acquistarne una da installare sul tuo pc.

5. Facilità d’uso

Uno degli obiettivi degli sviluppatori nel progettare applicazioni web-based sono le prestazioni delle soluzioni; in particolare la velocità di caricamento e di risposta ai comandi.

Per questa ragione i software web-based per disegnare mappe mentali digitali sono snelle e sobrie, dotate solo delle funzioni davvero necessarie per ottenere un risultato utile.

Oltre che per la velocità, questo è un vantaggio anche per la curva di apprendimento, che è particolarmente corta.

6. Nessuna installazione e indipendenza dalla piattaforma

Quasi tutte le app online disponibili sul mercato sono progettate per garantire l’indipendenza dalla piattaforma: potrai iniziare a disegnare la tua mappa mediante un iPhone, riprenderla e modificarla in un secondo momento con un PC in ambiente Windows, per poi condividerla con un collega che lo visualizzerà su un tablet Android mentre si trova in viaggio.

Questo aspetto è molto importante, soprattutto in quei contesti nei quali non è noto a priori su quali dispositivi verranno create e utilizzate le mappe: un caso tipico è quello scolastico, nel quale le dotazioni ICT possono essere tablet, PC Windows e Mac e cambiare di plesso in plesso, complicando molto la vita sia ai docenti, sia ai tecnici.

7. Collaborazione remota

Si tratta di uno dei principali vantaggi nell’utilizzo delle applicazioni web-based: la possibilità di fornire un accesso remoto a diversi utenti, con vari diritti di accesso (ad es. sola lettura, lettura/stampa, modifica) per collaborare a distanza.

In alcuni casi si tratta di condivisione delle mappe in modalità asincrona, ma molte applicazioni web-based consentono a diversi utenti di intervenire sulla stessa mappa contemporaneamente.

8. Facilità di condivisione

Il fatto che le mappe sono integrate in modo nativo all’interno di pagine web semplifica la loro condivisione via web, incorporandole in altre pagine web oppure sui canali social, oppure nelle mail spedite in formato html.

In alcuni casi si tratta di immagini statiche, in altri casi i rami possono essere espansi/contratti per modificare il layout della mappa.

9. Integrazione con funzioni di gestione del tempo e delle attività

Come molti software off-line, spesso le app web-based sono integrate con strumenti di gestione delle attività, consentendo di  rappresentare mediante rami e sottorami informazioni relative a impegni e ad appuntamenti.

Si tratta di una valida soluzione anche per la gestione efficace del tempo, che spesso si può integrare con i comuni calendari.

10. Aggiornamento continuo

Un software web-based è sempre aggiornato in tempo reale, sia in termini di nuove funzionalità, sia per la correzione di eventuali bug.

Questa è una grande differenza rispetto a software installati, la cui licenza limita e vincola il periodo di aggiornamento.

Considerazioni finali

Chiaramente l’adozione di una soluzione presenta sempre vantaggi e svantaggi e ogni scelta va ponderata considerando anche le problematiche connesse.

Nel mio prossimo post ti parlerò di alcuni fattori problematici tipici delle applicazioni online, per valutare correttamente tra le diverse opzioni.

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Perché le mappe mentali sono utili nell’apprendimento

L’utilità delle mappe mentali nell’apprendimento è stato dimostrato tante volte e in tanti modi.

Quando poi si parla di memorizzazione, le mappe vengono proposte come la soluzione definitiva.

Anche se non è corretto dire che le mappe sono strumenti di memorizzazione, in effetti molti ricercatori hanno fatto studi su come apprendere meglio ed hanno dimostrato come il disegno di mappe (in particolare mappe mentali) può aiutare ad apprendere più velocemente e in modo più efficace.

Approfondirò questo concetto in un prossimo post ma voglio anticipare alcune considerazioni: Edgar Dale, già nel 1969, dimostrò che ricordiamo il 10% di ciò che leggiamo, il 20% di ciò che ascoltiamo, il 20% di ciò che vediamo, il 50% di ciò che vediamo e udiamo, il 70% di ciò che diciamo e il 90% di ciò che diciamo e facciamo.

Certo sono interessanti le percentuali, che fanno pensare a un “cono dell’apprendimento“, ma è ancor più importante notare come ci sono situazioni che evidentemente dànno risultati migliori di altre.

Possiamo notare infatti due sezioni:

  • apprendimento passivo, che ha un’efficacia bassissima e che richiede uno sforzo di studio importante
  • apprendimento attivo, che ha un’alta efficacia e che richiede un “impegno di tipo diverso”, nel quale a fare la differenza sono
    • la sensorialità e l’azione
    • il protagonismo e l’esperienza diretta.

La creazione di una mappa mentale è un modo molto semplice ed efficace per l’apprendimento attivo, che massimizza l’efficacia dell’impegno di studio.

Che sia un tuo pro-memoria, oppure quasi il canovaccio di una tua lezione, in ogni caso sarà l’esperienza della realizzazione ad aiutarti a fissare nella memoria i concetti e a richiamarli più facilmente quando necessario.

Provare per credere… fammi sapere come al solito nei commenti o con un messaggio privato!

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Un flow chart per parlare della violenza di genere e dei pregiudizi sessisti

(Tempo di lettura meno di 1 min)

Il tristissimo tema della violenza di genere negli ultimi tempi è molto spesso alla ribalta delle cronache, come pure quello dei pregiudizi sessisti.

Una cara amica ha trovato in internet vari schemi che presentavano l’argomento e la situazione vissuta dalle vittime e mi ha chiesto una cortesia: “Alberto, se lo condividi, fanne una mappa concettuale, affinché il principio sia assolutamente comprensibile e chiaro a tutti”.

Vi presento il risultato di questa operazione: si tratta di un diagramma di flusso, che spero possa essere un piccolo tassello nel dialogo tra i generi e nella comprensione del dramma vissuto da molte vittime.

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Usare le mappe mentali a 360° : Memorizzare, Ideare, Progettare

(Tempo di lettura 3min circa)

(Fonte Wikipedia)

Un’altra amica mi chiede informazioni via email sugli utilizzi delle mappe mentali. Le ho appena risposto in privato e condivido anche con voi i suggerimenti che le ho dato

… mi farebbe immenso piacere ricevere qualche consiglio mirato e dei casi d’uso. Mi piacerebbe continuare ad immagazzinare quante più notizie possibili ed essere in grado di schematizzarle ed avere la capacita di sviluppare strategie di problem solving, produrre appunti in modo efficace, sintetizzare idee e progetti ecc..Grazie …

In che modo le mappe mentali aiutano a memorizzare e a schematizzare

Ottimo! Le mappe ti saranno di grande aiuto in tal senso.

Un punto nodale del discorso è questo: certo ti sarà utile consultare mappe per acquisire concetti e per ricordare, ma ti sarà ancor più utile produrre tue mappe.

Quando crei una tua mappa:

  • poni l’attenzione sui concetti e fai delle scelte
  • sintetizzi i concetti e li rappresenti nel modo che ritieni utile.

Bene: mentre scegli e sintetizzi, già stai memorizzando, perchè stai rielaborando i concetti dal tuo punto di vista e in chiave personale.

Questo risultato lo ottieni anche producendo mappe concettuali, ma se crei una mappa mentale ottieni due altri risultati importanti:

  • ti è più semplice fare sintesi estreme, fino alla singola parola chiave, perchè la struttura è gerarchico-associativa e…
    • non richiede “parole legame” per connettere i concetti
    • l’interpretazione puoi darla subito con i rami “a monte”, oppure la svilupperai nei rami “a valle”
  • memorizzi in modo ancora più rapido e stabile, perchè utilizzi anche colori e immagini disegnate.

Certo all’inizio è necessario prendere dimestichezza con le tecniche, ma i risultati sono davvero molto evidenti.

Se poi la mappa mentale, invece che al pc, la disegni su carta, l’effetto è sorprendente.
🙂

Come le mappe mentali aiutano a ideare e a progettare

Come nell’eBook che ti ho inviato, anche nei miei corsi insisto molto sulle differenze tra mappe mentali e mappe concettuali: ciascuna tipologia ha sue peculiarità ed ambiti d’uso.

Per trarre il massimo dei benefici dalle mappe è importante utilizzarle in modo appropriato.

  • le mappe concettuali funzionano molto bene per descrivere, per chiarire, per documentare.
  • le mappe mentali sono invece formidabili per ideare, per creare, per mettere a fuoco.

Purtroppo molte pagine web fanno una grande confusione tra questi strumenti, anche perchè spesso si sovrappongono le tipologie di mappe ai software per crearle.

Anche libri pubblicati di recente continuano a mescolare le varie tipologie e questo non aiuta a capire se e quando usare le mappe mentali o le mappe concettuali.

Per sviluppare idee, soluzioni e progetti è necessario avere una mente allenata, capace di:

  • analizzare, ovvero di scomporre/scindere/separare/distinguere
  • connettere, ovvero di collegare/unire/avvicinare.

Con le mappe mentali eserciti la tua mente per acquisire (o ri-acquisire) queste capacità: sia quando disegni su carta mappe mentali, sia quando crei mappe mentali al pc, ti alleni a “generalizzare” e a “specificare”.
Questa “psico-plasticità” si ottiene senza fare training particolari e vale tanto per gli adulti, quanto per i giovani.

Ti porto un esempio concreto e immediato: avrai notato che questa stessa email è “strutturata” e presenta concetti con una articolazione molto chiara.
Senza troppo sforzo puoi immaginare

  • che dietro questa struttura c’è un pensiero organizzato e strutturato
  • ma anche che dietro questo pensiero organizzato e strutturato, c’è una mente che ha appreso a organizzare e strutturare.

La proposta

Prova anche tu a creare una mappa mentale, partendo dal testo riportato nei due paragrafi qui sopra: sarà un esercizio molto semplice, utile ed efficace, per vedere fino a che punto testo, mappa e pensiero sono collegati.

Provare per credere e… attendo commenti qui sotto, oppure via email 🙂

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Allenare la comprensione, per cogliere sia il dettaglio, sia il generale

(Fonte Wikipedia)

Spesso sono piccoli e inattesi dettagli a svelare grandi trame e a dar loro un senso.

Un aforisma per ricordare che disegnare mappe mentali permette di sviluppare una capacità fondamentale del pensiero: la duttilità mentale.

E’ la qualità che consente di cogliere il quadro generale senza perdere di vista il dettaglio, passando dall’uno all’altro, senza fissarsi solo su uno di essi.

Questo tema ha risvolti sia sul piano individuale, sia su quello della collaborazione, poiché riguarda anche il funzionamento delle organizzazioni.

Trovo che ultimamente questa qualità sia piuttosto sottovalutata: la tendenza è ad osservare solo il dettaglio, il piccolo, il particolare, lo specifico; a focalizzarsi su ciò che si trova dentro al proprio confine, senza alzare troppo lo sguardo, senza andare troppo lontano rispetto all’immediato.

Per questo credo sia necessario ricordare l’importanza di esercitare, sviluppare e condividere questa capacità mentale, che da qualcuno deve essere acquisita e che da tutti deve essere mantenuta.

Utilizzare mappe mentali aiuta anche in tal senso  🙂

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Preparare un corso? … per affrontare le fake news e la post-verità? Con le mappe mentali è stato facile

(Tempo di lettura 2min)

Devi impostare un corso ed hai tante idee, tanti spunti, tanto materiale, ma hai poco tempo per organizzare il tutto? Oppure ci sono aspetti che conosci solo in parte ed è importante che ne prendi nota per informarti per tempo oppure approfondirli insieme a qualcun altro?
Le mappe mentali sono strumenti formidabili in questo senso e ne è la prova questo corso sulle fake news e sulla post-verità, realizzato da Patrizia Vayola. La mappa mentale digitale con la quale ha elaborato la sua proposta si trova nella galleria cloud del software di mapping Mindomo.

La soluzione adottata

Si tratta di un ottimo esempio di come una mappa mentale possa semplificare:

  • la raccolta delle informazioni relative a una ricerca in internet, oppure a una conoscenza posseduta
  • l’organizzazione visuale degli spunti in una struttura semplice e chiara
  • la condivisione delle informazioni in una modalità molto fruibile (in questo caso addirittura renderle di pubblico dominio).

Secondo te quanto tempo è necessario per realizzarne una, su un tema di tuo interesse?

Posso assicurarti:

  • decisamente meno di quanto tu possa immaginare, perchè la mappa mentale è uno strumento ideale per la fase esplorativa, organizzativa e creativa
  • molto-molto meno di quanto non ti sarebbe necessario utilizzando strumenti orientati solo alla rappresentazione e non allo sviluppo delle idee (ad esempio Powerpoint o Prezi).

La proposta

Realizza una tua mappa mentale digitale per organizzare e sviluppare i contenuti di un argomento che ti interessa, come tu dovessi spiegarlo a qualcuno.

Creata la mappa mentale, il passaggio all’esposizione sarà brevissimo e i contenuti potranno diventare ad esempio:

  • i punti di una presentazione slideshow (stile Powerpoint)
  • gli elementi visuali di una presentazione dinamica (stile Prezi)

Un mio ulteriore suggerimento? Utilizza i comandi di visualizzazione della mappa mentale (spostamento, contrazione/espansione dei rami) per presentare direttamente i contenuti con la mappa mentale che avrai creato.

Se hai domande, contattami per email oppure nei commenti qui sotto 🙂

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