Come rappresentare graficamente una Vision (oltre la Mission) !?

(tempo di lettura 3min)
Vision Mission - Rappresentazione Visuale

Se cerchi in internet come si progetta e si scrive  una Vision o una Mission , troverai tantissimo materiale: ti spiegherà cosa sono, come devono essere scritte, come si possano elaborare, come devono essere allineate, come vadano comunicate in modo efficace.

Il focus in letteratura è quasi sempre sui termini, sulle parole da utilizzare, oppure sugli slogan.

Per questo ho voluto aprire il post con l’immagine in copertina e vorrei commentarla in breve.

Un esempio di Vision visuale

Non trovi anche tu sia una bellissima Vision e un ottimo esempio di come sia possibile veicolarla?

Questa immagine proviene dal sito di Brenna Quinlan: un’Artista Australiana impegnata nella difesa dell’ambiente e della collettività, attivista nell’ambito della promozione della permacultura, che utilizza le immagini per veicolare idee e per smuovere le coscienze. Si definisce “Permaculture illustrator, educator, mover, shaker” e ti invito a visitare il suo sito web.

Trovo letteralmente illuminante questa immagine, oltre che per il contenuto del messaggio che riguarda una “prospettiva post Covid-19” (che condivido in pieno), anche perché è un esempio formidabile di come sia possibile elaborare e veicolare una Vision visuale.

Ti invito a riflettere sul fatto che, davanti a un’immagine così evocativa, i processi mentali si attivano e le associazioni di idee nascano spontaneamente.

Il contenuto è importante e viene potenziato dalla possibilità di proiettare sulle immagini dei significati, di cogliere risonanze interiori, di attivare idee che non sono esplicitate, ma che pure sono presenti: è il potere dell’evocatività.

Ultimo ma non ultimo: il disegno attiva aree cerebrali connesse con la memoria e con la creatività (ne parlavo in questo post) quindi lo stesso processo creativo della definizione di una Vision (o di una Mission) può essere facilitato dall’uso di colori, pastelli, pennarelli, dal tratto grafico, dal gesto compiuto nel disegnare.

Disegnare aiuta a pensare, a riflettere, a essere creativi: ci hai già provato?

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

Mappe concettuali per parlare di Proprietà intellettuale

(Lettura: 3min)

Mappe concettuali - Marchi, Brevetti, Disegni - Proprietà intellettuale

Tra le attività promosse da Innexta, il Consorzio Camerale per il credito e la finanza, c’è quella della divulgazione delle soluzioni relative ai Marchi e ai Brevetti, a livello nazionale e UE.

Si tratta di una iniziativa molto importante, considerato che i meccanismi che reggono le tutele relative alla proprietà intellettuale vanno compresi a fondo, per beneficiarne pienamente.

Una delle soluzioni adottate prevede l’utilizzo di mappe concettuali, realizzate in forma di “mappe della metropolitana”, per descriver:

  • in alcuni casi, la sequenzialità degli step realizzativi
  • in altri, il collegamento logico tra i vari argomenti.

Ma c’è di più: oltre alla descrizione, potrai notare che le mappe concettuali rappresentano un “cruscotto di navigazione” tra i contenuti, ciascuno dei quali è caricato su una pagina web separata.

Trovi queste mappe in una pagina web dedicata, nella quale sono riportati i tre casi più significativi in merito alla proprietà intellettuale: Brevetti, Marchi e Design.

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

Un messaggio non solo per studenti e insegnanti (#Covid-19 tocca tutti)

(Tempo di lettura 1min)

Questo video mi è stato girato attraverso un sms da una cara Amica.

Il suo messaggio certo è rivolto direttamente agli studenti e agli insegnanti, ma… credo valga per tutti noi, in questo passaggio così delicato per l’intero pianeta.

Ho apprezzato molto il linguaggio chiaro, diretto, esplicito, senza retorica; ho apprezzato anche il collegamento tra ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà.

Spero lo apprezzerai anche tu…

#covid-19 #scuola #studenti # insegnanti # docenti #apprendimento #FOL #FAD #mappementali #mappeconcettuali

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

Come spiegare il modo in cui voglio vivere durante il Covid-19? (è una mappa, anche se non mentale)

(Tempo di lettura 1min)
Mappa del pensiero - Diagramma di Venn - Covid-19

Ho ricevuto questa immagine via Whatsapp, firmata dall’Associazione “Casa per la Pace Milano”.

L’ho trovata particolarmente efficace e da esperto di visual thinking mi ha colpito la forma espressiva , che ricorda i Diagrammi di Eulero-Venn.

Ho trovato particolarmente efficaci:

  • la progressione da sinistra a destra sull’asse orizzontale centrale
  • la presenza di aree di inclusione tra le tre “zone”
  • l’assottigliarsi delle aree a sinistra
  • l’espansione da un punto di partenza comune
  • l’uso di un colore stemperato per le tre aree

Davvero complimenti all’autore anche per i contenuti: sono estremamente attuali e son certo aiuteranno tante persone a specchiarsi, a riflettere, a trovare una propria dimensione e un modo per attraversare questo importante passaggio esistenziale.

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

Mappe mentali, mappe concettuali e memoria

(Tempo di lettura 2min)

Labirinto - Memoria - Mappe mentali

E’ esperienza quotidiana che, in qualche modo, le mappe ci aiutano a ricordare: la visualizzazione dei concetti e dei rispettivi legami, la memoria visuale che permette di ricordare quanto abbiamo visto, la possibilità di annotare virtualmente tutto in qualsiasi momento… già sarebbero ausili importanti per la nostra memoria.

Per altro già Cicerone, con la sua tecnica dei “loci”, insegnava a memorizzare i concetti immaginando di collocarli in spazi fisici (parlava delle stanze domestiche), tra i quali poi “muoversi liberamente” per recuperarli.

Questo articolo però svela di più: una ricerca scientifica che conferma lo stretto legame tra mappe e memoria e ce ne spiega le ragioni.

L’evidenza scientifica

L’esperimento è stato compiuto nei laboratori di Neuroimmagini funzionali del CIMeC – Centro interdipartimentale mente/cervello dell’Università di Trento, mediante risonanza magnetica.

I ricercatori Simone Viganò e Manuela Piazza hanno dimostrato che il nostro cervello, quando deve ricordare qualcosa, si muove in “spazi mentali” utilizzando modalità e circuiti cerebrali simili a quelli che utilizza nell’orientamento in spazi fisici.

Lo studio ha importanti risvolti, sia per la comprensione dei meccanismi dell’apprendimento, sia per lo sviluppo di terapie con malattie degenerative quali l’Alzheimer: è per questo che l’orientamento, il posizionamento e la visualizzazione consentono di esercitare e tenere in forma la memoria, e possono essere utilizzati per contrastare malattie degenerative.

Le mappe e la memoria

Quando disponi sul foglio i concetti mediante una mappa mentale (in modo radiale), oppure li colleghi nel reticolo di una mappa concettuale, puoi muoverti in uno “spazio mentale”.

Ciò significa che costruire mappe mentali e mappe concettuali aiuta la tua memoria in tre modi:

  • nel fissare il ricordo in modo efficace
  • nel richiamare i concetti quando necessari
  • nell’esercitare e sviluppare la tua memoria, perché potenzi le facoltà cerebrali del ricordo.

Sono ottimi motivi per iniziare a costruire le tue mappe, non trovi?

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

Le mappe radiali per visualizzare informazioni anche con la collocazione nello spazio

(Tempo di lettura 2min circa)

Le mappe mentali, sia disegnate su carta, sia in formato elettronico, consentono una rappresentazione gerarchica dei concetti.

Questo è un modo molto efficace per elaborare e descrivere strutture logiche, nelle quali le linee dei rami indicano i collegamenti tra i singoli elementi:

  • quelli vicini al centro sono più generali
  • quelli in periferia indicano dettagli di livello via via successivo.

Il modo in cui disponi gli elementi nello spazio del foglio nelle mappe mentali non ha una valenza particolare, se non per il fatto che ti consente un margine di azione per inserire nuovi rami, archi associativi, immagini evocative o codici visuali.

Mappa mentale

Puoi dare un’ordine agli elementi ed esplicitarlo con il testo, oppure introdurre una legenda ma… l’impatto visuale non viene messo a frutto pienamente.

Per dare enfasi puoi utilizzare i colori, oppure dare maggiore dimensione a qualche elemento, ma… se vuoi utilizzare lo spazio per codificare le informazioni, la classica rappresentazione di una mappa mentale non agevola.

E’ più importante? Dagli più spazio!

La soluzione è data dalle “mappe radiali”, che di recente sono state introdotte in alcuni software, per aggiungere nuove possibilità alle mappe mentali digitali:

  • i rami sono rappresentati come archi con angoli più o meno ampi, a seconda del loro peso
  • il testo descrittivo è indicato all’interno dei singoli archi
  • la dipendenza gerarchica è data dalla connessione su strati successivi.

Mappa mentale - Mappa radiale

L’effetto visuale che ottieni con le mappe radiali è molto gradevole e di facile interpretazione e ti permette di rappresentare velocemente:

  • sia il quadro complessivo
  • sia l’articolazione delle parti
  • sia il peso di ciascuna parte.

Immagini già come utilizzarle?

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

“Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero” – 8a ristampa

(Tempo di lettura 1min)

Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero - Copertina - Mappe mentali - Mappe Concettuali

Nel lontano 2008 ho completato la scrittura del mio libro “Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero”, portato alle stampe con Franco Angeli Editore.

Certo ero convinto di aver scritto un buon libro sulle mappe, necessario per sistematizzare le conoscenze e utile per condividere le esperienze da me acquisite fino a quel momento.

Ammetto però che non prevedevo un riscontro di questa portata: 8 ristampe in 11 anni, senza interruzione.

Grazie a coloro che hanno scelto di studiare e approfondire gli spunti di quella pubblicazione; grazie soprattutto a coloro che, nel tempo, quegli spunti li hanno messi in pratica e li hanno divulgati ulteriormente!

Se desideri acquistarlo online… ecco il link di Franco Angeli Editore

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

Per il Nuovo Anno, buon Ikigai a tutti !

(Tempo di lettura circa 3min)

A volte resto sorpreso anche io della potenza di certe rappresentazioni visuali e… l’occasione degli auguri per il Nuovo Anno è propizia per presentarti questo schema, nel quale mi sono imbattuto per caso navigando in un social network.

Sul piano dei contenuti, mi colpisce il modo estremamente sintetico con cui riesce a condensare tantissime informazioni utili per l’orientamento esistenziale e professionale.

Da esperto di mappe, posso rimarcare come siano stati utilizzati la reciproca posizione degli elementi ed il colore, per aiutare a individuare e a interpretare le varie situazioni.

Per il Nuovo Anno, auguri di buon Ikigai!

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

Una mappa mentale per il public speaking

(Tempo di lettura 3min circa)

Dopo la partecipazione al Festival della Complessità del 21 Giugno 2019, forse avrai letto il post, nel quale ho descritto il “Format SeiX6” ideato dall’amico Dott. Ubaldo Sagripanti e nel quale ho linkato i video del mio intervento sulle mappe mentali e quello dei miei cinque “compagni di avventura”.

In quell’occasione avevo promesso di pubblicare la mappa mentale che avevo disegnato per prepararmi.

Bene: è arrivato il momento di mostrarla, come esempio d’uso delle mappe mentali nel public speaking.

La mappa mentale per preparare il public speaking

Spesso nei miei corsi mi viene chiesto “In che modo posso utilizzare le mappe mentali per il public speaking? Non posso leggerla e, anche lo facessi, leggendo perderei spontaneità!”.

La risposta a questa domanda sta nel fatto che non devi usare la mappa mentale come canovaccio da seguire, ma come strumento col quale prepararti.

Con una mappa mentale infatti puoi:

  • fare mente locale sugli argomenti che vorrai trattare, scegliendoli e declinandoli nei sotto-argomenti
  • fissare più facilmente alla memoria i punti salienti che presenterai
  • acquisire tranquillità , avendo sotto controllo sia i contenuti, sia la traccia dell’esposizione.

In questo modo potrai tracciare un filo del discorso con serenità, sapendo che non perderai la freschezza e la fluidità.

La mappa mentale che ho seguito nel mio intervento

Come puoi immaginare, oltre a individuare contenuti in linea con il tema del festival, dovevo presentarli con disinvoltura per suscitare l’interesse del pubblico.

Al contempo dovevo rispettare tassativamente il “Format SeiX6”: ciascun relatore aveva a disposizione al massimo 6 minuti.

Per affrontare con serenità questa sfida, ho disegnato molto velocemente una prima mappa mentale, con la quale ho messo a fuoco vari temi che avrei potuto trattare.

In un secondo momento su quella mappa ho compiuto una rifinitura e disegnato una nuova mappa mentale, lavorando sia per selezione, sia per estensione:

  1. ho scelto pochi temi fondamentali, scartandone altri che ho considerato meno pertinenti per il mio intervento
  2. ho individuato altri argomenti, che inizialmente mi erano sfuggiti, ma che sarebbero stati necessari per integrare quelli scelti
  3. ho approfondito quel tanto che era necessario ciascuno spunto.

Procedendo per gradi dunque ho potuto completare in pochissimo tempo un quadro completo, coerente e sintetico.

La mappa mentale che si intravvede nel video

Se fai caso, all’inizio del mio intervento, ho in mano un foglietto: c’era disegnata questa mappa mentale.

Un attimo prima della registrazione, consultandola ho potuto fare mente locale, riconnettere le idee che avevo avuto e prepararmi a esporle.

Visualizzando questa mappa mentale potrai seguire la traccia che mentalmente ho percorso durante il mio intervento video.

Mappa mentale - Alberto Scocco - Intervento Festival della Complessità 2019

Attendo tue domande oppure osservazioni, nei commenti oppure come al solito in privato

N.B. Tutti i diritti di riutilizzo di questo materiale sono riservati all’autore in tutte le forme

Vuoi saperne di più?

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

Le mappe mentali: come condividerle e… cosa c’entra la Guernica di Picasso?

(Tempo di lettura 2min)
Mappe mentali e Guernica - Il potere dell'evocatività

Nel mio ultimo corso sulle mappe mentali e sul visual thinking un partecipante mi ha chiesto “Alberto, a me piace molto disegnare mappe mentali: ho imparato a crearle, le trovo divertenti, vedo che mi aiutano a chiarire le idee, a svilupparle in un attimo, ma… non riesco a utilizzarle con altri: quando le mostro, le trovano incomprensibili! Forse le disegno in modo sbagliato? Come posso migliorare?

Quando mi vengono fatte domande simili, spesso parlo della Guernica di Picasso, per far capire come una mappa grafica possa veicolare un messaggio importante e utile, anche quando non ha una precisa struttura.

Cosa avviene nella mente di chi consulta una mappa mentale

Spesso si pensa che le mappe servano solo “per spiegare” e che quindi debbano sempre “dare risposte”, ma… in certe occasioni è molto più importante che una mappa mentale aiuti a fare domande, a entrare in contatto col pensiero dell’autore, per sviluppare una propria idea personale.

Tornando alla Guernica, certo non possiamo sapere con precisione assoluta cosa passava per la mente di Picasso mentre la dipingeva, ma possiamo essere certi che non intendeva descrivere in modo chiaro, preciso e rigoroso dei concetti: in tal caso, infatti, avrebbe utilizzato del testo per scrivere un romanzo, un saggio, oppure un articolo su un giornale.

L’obiettivo di Picasso non era codificare un messaggio e neanche di comunicare, ma… trasmettere un sentimento e rendere partecipe lo spettatore, attraverso l’evocazione.

Per questo ha scelto un’altra soluzione: provocare, coinvolgere, usando immagini che suscitassero domande e che inducessero a cercare risposte personali.

Questo video trovo sia molto utile per capire cosa intendo:

Per creare mappe mentali bisogna essere artisti o abili disegnatori?

La risposta ovviamente è no e… la domanda è solo provocatoria!

Il punto è: a che scopo crei una mappa mentale?

Se ti serve per comunicare, per descrivere, per chiarire, dovrai disegnare mappe mentali curando l’espressività, mettendoti nei panni di chi la consulterà, affinché possa comprendere i legami tra gli elementi principali e quelli di dettaglio.

Se invece ti serve per attivare un dialogo con il tuo interlocutore, per scuoterlo e aiutarlo a farti domande, è possibile che una mappa mentale “troppo chiara e rigorosa” non sia di aiuto, e che sia preferibile una mappa più “vaga ed artistica”.

Rispondendo alla domanda iniziale del mio corsista, potrei dire che

  • non esistono mappe “sbagliate”, perché tutte ti sono utili per chiarire le idee
  • il segreto per migliorare nel disegno di mappe mentali è uno solo: di volta in volta  scegliere la modalità più adatta a seconda dell’obiettivo che desideri raggiungere.

Su questi punti insisto molto nei miei corsi, perché sono concetti che stanno alla base del mapping e che permettono di utilizzarlo al 100%.

Vuoi saperne di più?

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)