La Didattica a Distanza: progettazione, allestimento e gestione dell’ambiente di apprendimento online (1a parte)

Ambienti di Apprendimento OnLine - Mappe mentali e Visual Thinking 1
(Tempo di lettura 5min circa)

In tempi di emergenza Covid-19 la Didattica a Distanza (DAD) è entrata di prepotenza nelle case degli italiani.

Per molti insegnanti significa:

  • caricare dispense PDF su una piattaforma OnLine (o peggio, sul registro elettronico), affinché lo studente possa scaricarle, stampare e studiarle
  • indicare link a pagine web o video, con l’invito di consultare e riflettere
  • mettere a disposizione lezioni video-riprese, nelle quali dare accenni o scendere in dettagli
  • somministrare batterie di test, con le quali emulare il “compito in classe” o la verifica orale
  • inviare email di pro-memoria per fasare periodicamente le attività oppure per integrarle
  • andare in streaming online, per presentare argomenti o dialogare con gli studenti.

e… svolgere queste attività (tutte, o solo alcune) sta diventando la normalità: trascorsa ormai la Fase 1, anche il mondo della scuola sta andando a regime con le soluzioni adottate, si stanno consolidando prassi, quasi l’insegnamento e l’apprendimento a distanza  fossero diventate una variante dello Smart Working.

Dunque… è tutto Ok? Forse no…

Tutto questo non sarebbe un problema, se si fosse consapevoli di un fatto: che le modalità d’uso degli strumenti online in ciascun istituto scolastico stanno configurando veri e propri  Ambienti di Apprendimento OnLine  impliciti, laddove sarebbe invece necessario predisporre con grande attenzione i contesti di apprendimento e le modalità di integrazione con le prassi didattiche.

Spesso il discorso sugli Ambienti di Apprendimento OnLine è stato limitato alla scelta di una soluzione online e la riflessione si è esaurita con l’attivazione di una certa piattaforma (oppure di un certo registro elettronico), nella ingenua convinzione che, scegliendone una “di punta” e possibilmente gratuita, questa bastasse a trasfondere buone prassi didattiche e realizzare corrette dinamiche comunicative.

Certo la situazione di piena emergenza Covid-19 richiedeva decisioni e azioni veloci ed erano tollerabili imprecisioni: ciascuno ha fatto del proprio meglio e ha gettato il cuore oltre l’ostacolo.

Spero però che questo approccio emergenziale possa lasciare il posto nel nuovo Anno Scolastico 2020-2021 a uno più consapevole, robusto, raffinato e attento alle problematiche dell’apprendimento, come auspicano tanti genitori.

Il lungo passo, dalla DAD a una Formazione Blended avanzata

La Ministra della P.I. Azzolina di recente ha indicato una soluzione per il rientro in classe da Settembre 2020 , con un’alternanza di momenti nei quali metà classe seguirà le lezioni in presenza, l’altra metà a distanza.

Quella che si prefigura non è quindi una Formazione Blended classica, nella quale tutti i partecipanti seguono contemporaneamente un percorso in parte OnLine e in parte OffLine; si tratta piuttosto di una “Formazione Blended avanzata”, nella quale le due dimensioni devono necessariamente intrecciarsi e integrarsi.

Questa soluzione presenta varie opportunità e incognite e una sola grande certezza: che sarà necessario dedicare del tempo per pensare come impostare l’Ambiente di Apprendimento, sia a integrare le attività in presenza con quelle a distanza, sia a valorizzarle reciprocamente.

Non sarà facile considerato che, al termine di questo anno scolastico, di certo molte prassi saranno già consolidate e su queste dovranno essere innestate ancora altre soluzioni tecnologiche e metodologiche.

Approfondimenti

Per approfondimenti e contestualizzazioni, rinnovo l’invito a un confronto diretto: trovi QUI i miei riferimenti di contatto.

Nei prossimi post darò vari suggerimenti perl’utilizzo delle mappe mentali e della kanban board, come strumenti di visual thinking per affrontare questa situazione .

(… segue la parte 2/3)

Ti ringrazio per la condivisione su questi canali ! :-)

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2 Commenti
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Simone Fanni
5 mesi fa

Buonasera, ho seguito il suo webinar per “curiosità”, mio figlio di 6 anni all’età di 3 anni poco più ha balbettato per alcuni mesi, poi tutto è sparito di punto in bianco. Inoltre, sono un’insegnante di scuola primaria ed è stato interessante ascoltarla. Grazie per la sua disponibilità.
Liliana Serreli