Mappe mentali: strumenti per essere creativi

(tempo medio di lettura: 2.5min)

Colui che ha solo il martello vede solo chiodi
(A.Maslow)

Questa metafora mi è particolarmente cara perché pone l’accento su punti estremamente importanti per chi utilizza le mappe:

  • la differenza sostanziale tra vari tipi di strumenti;
  • il condizionamento che uno strumento può introdurre nello svolgimento di un’attività;
  • la distorsione che uno strumento può portare anche nella concezione e nell’impostazione di attività.

Nei miei corsi spesso faccio l’esempio dei cacciaviti piatti e a croce, su viti che hanno testa a taglio piatto oppure a croce:

  • le combinazioni possibili sono quattro;
  • solo due casi sono ottimali, mentre gli altri casi sono da valutare in base alla situazione per non rovinare strumento e lavoro.
Ciacciavite piatto Cacciavite a croce
Vite con testa a taglio piatto OTTIMO IMPOSSIBILE
Vite con testa a taglio a croce PARZIALE OTTIMO

Strumenti per pensare

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Il pensiero visuale per creare Reti di valorizzazione territoriale

Quasi 10 anni fa il terremoto dell’Aquila non ha portato solo morte e distruzione: ha intaccato lo smalto di tanti abitanti, ha portato a una perdita di identità e a una crescente difficoltà a guardare con fiducia al futuro. Anche così si spiega l’accelerazione che ha avuto il fenomeno dello spopolamento dei tanti paesi colpiti. La situazione poi si aggrava e si estende ulteriormente quando nel 2016 e nel 2017 arrivano anche i morti e le distruzioni dei terremoti che si susseguono dal 24/8/2016 ad Amatrice (RI) , fino al 18/1/2017 nell’Alta Valle dell’Aterno (AQ), passando per la tremenda scossa del 30/10/2016 in Marche e Umbria.

In un contesto così, che fare? Da dove cominciare?

Il Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga rappresenta di fatto un grande cratere sismico: dei 44 Comuni che ne fanno parte, 38 ricadono in almeno un cratere (quello dell’Aquila del 2009 e/o quello 2016-17).

Per questo, nell’ambito del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università de L’Aquila è stato elaborato un progetto  “Il territorio dei miei sogni”, sostenuto dal Parco, e costituito un gruppo di ricerca, per analizzare la realtà a partire dai sogni che le persone ancora possono esprimere per la nascita di progetti per la valorizzazione dei territori del Parco.

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Una licenza gratuita di MindMaple Classic con i miei corsi

E’ con grande piacere che posso annunciare per le prossime edizioni dei miei corsi la partnership con una delle software house storiche del mindmapping: avremo per sponsor la canadese MindMaple LLC 

Per supportare l’attività divulgativa sull’utilizzo delle mappe mentali, metterà a disposizione una licenza gratuita completa di MindMaple Classic per ciascun partecipante (valore ufficiale 49,99€)

MindMaple per produrre mappe

Due sono le più recenti versioni di MindMaple:

  • Classic: la soluzione completa per produrre sofisticate mappe mentali in ambiente Windows, Mac e iOS;
  • Pen: la soluzione semplice e intuitiva per disegnare mappe su tablet e cellulari con penna elettronica, in ambiente Windows 10.

Entrambe possono essere installati in locale e non richiedono alcun collegamento internet.

Quella fornita gratuitamente con i miei corsi sarà Leggi tutto “Una licenza gratuita di MindMaple Classic con i miei corsi”

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La mappa non è il territorio!? È proprio vero?

La mappa non è il territorio
(Alfred Korzybski, “Selections from Science and Sanity: An Introduction to Non-aristotelian Systems and General Semantics”, ed IGS)

Durante i miei corsi sulle mappe mentali molto spesso torno su questo motto, così importante per la semantica moderna e così fecondo di ricadute nella psicologia, nella comunicazione, nel marketing (penso alla PNL, ma non solo).

L’arco percorso dalle lancette dell’orologio non è il tempo trascorso,
la descrizione del menu non è il piatto che ordini,
la linea sulla piantina non è la strada che percorri.

Anche le mappe meno astratte, anche quelle più accurate, intrinsecamente saranno sempre altra cosa dalla sostanza rappresentata.
Malgrado ciò sia chiaro ed evidente, a volte si verifica un “disorientamento ontologico” che porta a confondere mappa e territorio, specie in quelle situazioni in cui la qualità della rappresentazione è di primaria importanza.
Con questo primo articolo (ne seguiranno altri) voglio fare delle considerazioni sulle tante ricadute di questo principio e sui cortocircuiti che esso può aiutare a individuare.

Territori mentali

Cosa viene mappato quando il territorio non è uno spazio o un oggetto fisico, tangibile, misurabile?.
In questi casi, cosa rappresenta la mappa? A cosa può servire la mappa? Leggi tutto “La mappa non è il territorio!? È proprio vero?”

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Le mappe mentali di esempio sono utili?

“Dove posso trovare una valida raccolta di mappe mentali di esempio?”

Nella mia professione, questa domanda è un eterno tormentone e sottende ad alcune idee fuorvianti, sulle quali vorrei rifletere insieme a te:

  • che la mappa sia più importante del suo processo di realizzazione;
  • che esistano modelli cui conformarsi;
  • che sia possibile replicare la struttura di una mappa (ed entro certi limiti anche i contenuti), adattandola di volta in volta alle diverse situazioni.

È vero: nel mio libro e nei miei corsi invito sempre tutti a prendere il meglio di quanto è stato realizzato e di farlo proprio, a ispirarsi per declinarlo in modo opportuno nelle proprie creazioni.

Insisto molto però anche su un altro concetto, che non mi stancherò mai di ripetere: ciascuna mappa mentale è uno strumento di pensiero e consente a chi la disegna di annotare, formulare, impostare, strutturare con libertà le proprie idee.

Possibili effetti collaterali nell’uso di modelli ed esempi

Soprattutto quando si creano le prime mappe mentali, può essere utile avere alcuni esempi per cogliere l’approccio e la modalità realizzativa con le quali sono state prodotte.

Diverso però è adottare l’idea che esistano esempi da imitare passivamente in quanto ritenuti “corretti”, oppure addirittura cadere nella tentazione di cercare “modelli” cui conformarsi: dove c’è un modello, c’è l’adesione a una formulazione, a una visione, a una interpretazione delle cose.

Quale rischio si corre in questo caso? Che la mappa usata come esempio o modello finisca col limitare, Leggi tutto “Le mappe mentali di esempio sono utili?”

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Le mappe tattili degli innuit in Groenlandia

Orientarsi in certi contesti vale della vita e della morte.
Per questo gli innuit della Groenlandia fin da tempi antichissimi si sono dotati di strumenti tattili, per ri-conoscere le caratteristiche dei luoghi dove si trovavano, anche in condizioni estremamente avverse: penso alle tempeste di neve, ma anche ai lunghi periodi di buio.Mappe tattili, dunque, realizzate con i materiali disponibili: legno e ossa, lavorate per rappresentare le insenature e le asperità dei fiordi.
(per approfondimenti, questo articolo su VanillaMagazine)

Con queste “descrizioni tattili” si muovevano e ritrovavano la strada, considerando un territorio fisico, concreto, conosciuto e da ri-conoscere. Le realizzavano per avere riferimenti concreti, in base a conoscenze ed esperienze, fermo restando che un territorio esisteva ed era riscontrabile.

Diverso discorso quando una mappa viene prodotta per un territorio che non è fisico e che è fatto solo di idee 🙂 😉

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Mettere a fuoco un’idea e svilupparla con le mappe mentali

Cercando una buona idea a volte ci si trova nell’empasse: da dove partire? A cosa dare priorità? Come condividerla? In che modo realizzarla?

E’ un po’ il blocco dello scrittore, detto anche “sindrome del foglio bianco“: vuoi iniziare a lavorare a un’idea creativa, ma ti frena la convinzione che subito tutto debba prendere corpo nella “forma giusta”, con tutti gli elementi già articolati in modo chiaro.

Il problema sta nella sovrapposizione tra:

  • fase creativa , nella quale le idee emergono attraverso il pensiero divergente e le associazioni mentali;
  • fase descrittiva , nella quale le idee già emerse vengono rappresentate per la condivisione.

Due momenti diversi, che comportano qualità di pensiero diverse, che possono interferire e bloccarsi a vicenda. Leggi tutto “Mettere a fuoco un’idea e svilupparla con le mappe mentali”

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La 7a ristampa del mio libro per inaugurare il nuovo Blog

Questo post ha una duplice valenza.

La prima è di inaugurare il mio nuovo blog: è giunto il tempo di integrare questo sito “Le mappe del pensiero” con uno spazio commenti e interazioni. Poichè tengo particolarmente a questa opportunità, non solo nei miei corsi sulle mappe mentali, intendo rinverdire e consolidare la tradizione 🙂

La seconda è di annunciare che il mio libro “Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero” ha appena avuto la sua 7a ristampa.

Che questo avvenga nel 2018, dopo dieci anni dalla prima pubblicazione, conferma che sono molto sentiti sia il tema del confronto tra mappe mentali e mappe concettuali , sia quello dell’applicazione delle mappe mentali digitali come soluzioni organizzative.

Siano spunti utili per ulteriori approfondimenti…
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